FINANZA E MERCATO

Dove reperire le risorse per far slittare l'aumento Iva? Facile, dall'aumento delle accise!

27 settembre 2013

C’è un notevole strabismo nella politica italiana. Mentre un occhio rimane concentrato sulle questioni che minano la tenuta della maggioranza e che avviano l’esecutivo verso una crisi (a questo punto più probabile), l’altro occhio rimane puntato sulle questioni emergenziali. E le emergenze in Italia in questo momento sono essenzialmente quattro: lo sforamento del rapporto deficit/Pil del 2013 al 3,1% e lo sforzo di 1,6 miliardi per riportarlo al 3%; la sospensione dell’aumento dell'Iva dal 1° ottobre al 31 dicembre, che richiederebbe 1 miliardo; il finanziamento delle missioni all’estero, per il quale sarebbero necessari 400 milioni; il sostegno alla cassa integrazione in deroga, che peserebbe circa 500 milioni. In pratica parliamo di 3,5 miliardi. Il come reperirli dovrebbe essere argomento del Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio. Ma il condizionale è d’obbligo visto che, prima di questo appuntamento, il presidente del Consiglio Enrico Letta farà un passaggio dal presidente della Repubblica Napolitano e probabilmente deciderà di richiedere la fiducia del Parlamento prima di andare avanti. Ma se la palude della crisi non dovesse prendere il sopravvento, allora si metterà mano ai conti.
In che modo? Nel solito. Il sottosegretario al Tesoro, Alberto Giorgetti, ha definito possibile l’aumento delle accise sui carburanti. L’ammontare, stando per ora a indiscrezioni, sarebbe di 4 centesimi al litro. Non poco dunque, ma non abbastanza per arrivare a 3,5 miliardi. Il resto potrebbe arrivare dal trasferimento di una parte di immobili dello Stato alla Cassa Depositi e Prestiti. Ipotesi questa che potrebbe non essere gradita a Bruxelles, che pretenderebbe che i soldi incassati per la vendita di immobili statali finiscano a sanare il debito pubblico. Ma la straordinarietà della manovra potrebbe indurre a chiudere un occhio.
Per il resto si parla di un nuovo aumento degli acconti Irap e Ires e da tagli alla spesa corrente.
Non si sa più cosa sperare…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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