UFFICIO TRAFFICO

Cooperative logistiche in mano a Cosa Nostra: in manette la figlia dello

27 settembre 2013

Radicata organizzazione imprenditoriale e passaggio di testimone generazionale. L’inchiesta condotta da Polizia di Stato e dalla Dda di Milano, che ha portato all’arresto di otto persone ritenute alle dirette dipendenze di Cosa Nostra, ha scoperto un’attività criminale tessuta attraverso una rete di cooperative di servizi, in particolare logistici. In pratica, le cooperative in questione gestivano autisti e facchini utilizzando spesso clandestini, e destinavano i proventi del malaffare per sostenere le famiglie di mafiosi arrestati o per coprire la latitanza di altri. Un giro di 650 mila fatturazioni false – ma che le carte dell’inchiesta definiscono «la punta dell’iceberg» - al cui vertice c’era una figlia d’arte e suo marito, rispettivamente Cinzia Mangano ed Enrico Di Grusa, rispettivamente figlia e genero di Vittorio Mangano, più noto come lo «stalliere di Arcore», per essere stato al servizio di casa Berlusconi dal 1973 al 1976 (e morto nel 2000).
L’operazione, denominata «Esperanza», ha visto diverse perquisizioni nelle provincie di Milano (a Peschiera Borromeo, Bresso, Corsico, San Donato Milanese, Brugherio, Trezzano sul Naviglio), Varese, Monza, Lodi e Cremona e ha portato al sequestro di beni e denaro per circa 3 milioni di euro.

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