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Pneumatico ricostruito su tutti gli assi: il vantaggio è di 1.700 euro

19 ottobre 2013

Un'analisi dell’Osservatorio Airp sulla Mobilità Sostenibile afferma montare pneumatici ricostruiti al posto di pneumatici nuovi contribuisce a ridurre i costi

L'Osservatorio Airp sulla Mobilità Sostenibile ha reso nota un'analisi secondo cui un autoarticolato da 44 ton, con 120.000 chilometri annui di percorrenza,può risparmiare fino a 1700 euro per la sostituzione delle gomme utilizzando pneumatici ricostruiti invece dei nuovi. 
Un sensibile risparmio che dipende dal fatto che con la ricostruzione si recupera ben il 70% del pneumatico. La ricostruzione consiste infatti nella sostituzione del solo battistrada, che costituisce il 30% del valore, riutilizzando invece la struttura portante. Ciò è possibile proprio perché la struttura di uno pneumatico ha una vita utile molto più lunga di quella del battistrada. In particolare, la ricostruzione avviene attraverso diverse fasi. Dapprima si procede con la selezione preventiva degli pneumatici attraverso l’utilizzo di specifici strumenti, dopodiché si esegue la raspatura ossia l’asportazione del battistrada residuo nonché la preparazione della superficie che dovrà accogliere il nuovo battistrada. A questa fase segue un’ulteriore ispezione della carcassa. Successivamente si procede all’applicazione di uno strato di gomma liquida che predispone la superficie ad accogliere il battistrada, applicato con un procedimento a caldo o a freddo a cui segue infine la vulcanizzazione. Per l'Osservatorio Airp è anche importante specificare, sempre a garanzia della sicurezza, che il processo di produzione degli pneumatici ricostruiti è soggetto a rigorose norme imposte dall’Unione Europea (ECE ONU 108 e 109) che, tra l’altro, stabiliscono che sui ricostruiti vengano effettuati gli stessi controlli e le stesse prove previste per gli pneumatici nuovi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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