LEGGI E POLITICA

Il governo taglia del 25% il recupero accise: Uggè minaccia il fermo

21 ottobre 2013

La notizia era circolata già nei giorni scorsi, ma era stata considerata poco attendibile. Invece la decisione del governo di introdurre nella legge di stabilità un decreto del presindente del consiglio dei ministri in cui si prevede di ridurre il recupero dell’accisa sui carburanti del 25%, oggi ha assunto caratteri drammaticamente reali. E la reazione dell’autotrasporto – durissima – non si è fatta attendere, anche per mettere le mani avanti in vista dell’incontro fissato per domani (22 ottobre) con il governo (nella persona del sottosegretario Rocco Girlanda) e a seguire con la committenza.

«Se il Governo voleva uno scontro frontale con il mondo dell'autotrasporto ha certamente compiuto la manovra migliore per ottenerlo», tuona Paolo Uggè, presidente di Unatras e di Fai-Conftrasporto. E poi, senza mezzi termini, aggiunge che il taglio del recupero dell'accisa sui carburanti «non potrà che avere una risposta immediata e decisa e ognuno dovrà assumersi poi le proprie responsabilità in caso di un fermo nazionale dell'autotrasporto». Un fermo che – continua sempre il presidente Unatras, «le associazioni di categoria potrebbero essere costrette a proclamare di fronte a questo ennesimo schiaffo. Il Governo Letta evidentemente pensa di poter fare liberamente quello che neppure il governo dei tecnici ha osato fare, ma sta compiendo un clamoroso errore».

Dopo essersi sfogato Uggè articola un discorso più costruttivo, che sembra la premessa all’interlocuzione con il governo di domani. «È semplicemente incredibile che da un lato non si riesca a comprendere che basterebbe approvare semplicissime norme amministrative (lo sportello doganale unico, la cancellazione dall'Albo delle imprese di circa 50mila realtà che non possiedono i requisiti, i controlli mirati per colpire gli evasori, ecc) per aumentare automaticamente le entrate per le casse dello Stato e dall'altro si possano approvare soluzioni in grado solamente di generare un ulteriore decremento della produttività del sistema Paese».
Ma è soltanto un momento di pacata lucidità, prima che monti nuovamente la rabbia: «La tragica verità è che siamo di fronte a decisioni improvvisate, che neppure il peggior amministratore di condominio potrebbe immaginare».

A questo punto l’incontro di domani assume connotati decisivi. In base alle risposte del governo si sceglierà la strada da seguire. Uggè non lo manda a dire: «Il mondo dell'autotrasporto si attende una risposta chiara e definitiva nell'incontro di domani con gli esponenti del ministero. Dopodiché agirà di conseguenza».
A buon intenditor…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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