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In Europa si definisce, senza l'Italia, il futuro dei porti: Confetra chiede a Lupi incontro urgente

21 ottobre 2013

Deve essere la giornata dei ceffoni al governo. Non bastava la sfuriata dell’autotrasporto rispetto alla decisione dell’esecutivo di tagliare il recupero delle accise del 25%, che adesso arriva anche Confetra a tirare le orecchie al governo. Il pretesto è presto detto: in Europa si sta definendo il Regolamento portuale che arriverà nel Parlamento UE il 14 marzo, sulla base di un calendario fissato attraverso tempi più serrati del previsto. Detta così, questa inusuale celerità burocratica potrebbe anche non essere negativa. Ma secondo Confetra la cosa preoccupante è che, in base a quanto si apprende da notizie di stampa, «i Rappresentanti del Governo Italiano fossero assenti quando è stata decisa a livello comunitario una forte accelerazione per concludere prima delle elezioni europee l’iter del Regolamento Kallas sui porti».

Senza considerare – continua l’associazione – che «già alcuni mesi fa, avevamo segnalato al Ministro Lupi la necessità di convocare le parti interessate perché contribuissero a definire una possibile posizione comune». Ma tutto è stato inutile. E così, al contrario, le associazione di settore hanno presentato emendamenti al regolamento, ognuno singolarmente e quindi con un potere contrattuale – diciamo così – decisamente ridotto. Da qui un nuovo invito al governo a prendere in considerazione l’ipotesi di un incontro, da convocare in tempi brevi.

Il finale è sempre lo stesso: a buon intenditor…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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