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Franchini: «Sul rimborso accise tolleranza zero; senza rassicurazioni il fermo è la naturale conclusione»

22 ottobre 2013

Santa Accisa! Alla fine, la prospettiva di vederla aumentare di circa il 25% – come ieri aveva comunicato Conftrasporto – ha finito per creare un fronte comune all’interno di Unatras, visto che pure dalla CNA-Fita oggi ci si è affrettati a richiedere «al Governo Letta e al Ministro Lupi rassicurazione che il rimborso delle accise non venga diminuito». L’associazione degli artigiani aggiunge però un contenuto in più, in quanto avanza anche la richiesta di «ristabilire in tempi certi e brevi l’accisa mobile». Una richiesta che fa riferimento alla motivazione addotta dal Governo nel ritoccare in basso il rimborso delle accise, giustificandola con il fatto che le richieste effettive sono diminuite.
In pratica il ragionamento sarebbe il seguente: siccome, complice la crisi, si percorrono meno chilometri e si bruciano meno litri di gasolio, tanto vale ridurre il rimborso delle accise che in qualche modo è legato ai consumi. Ma la CNA-Fita mette le mani avanti rispetto al fatto che, laddove i consumi dovessero riprendere, una manovra in questi termini potrebbe mettere in difficoltà l’autotrasporto. Senza considerare che se si dovesse procedere a nuovi aumenti delle accise, l’attuale consistenza dei fondi in base alle nuove disposizioni contenute nella legge di stabilità sarebbe insufficiente, perché anche con minori domande andrebbe ad aumentare il monte finanziario dei rimborsi.

Ed ecco perché anche la presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini, come già ieri il suo omologo in Fai-Conftrasporto Paolo Uggè, prospetta la possibilità di un fermo: «Il Governo deve capire che sul gasolio la categoria non può concedere alcunché e che se non si daranno rassicurazioni valide il fermo diventerà la naturale conclusione».

Franchini ha anche chiarito che la «tolleranza zero» riguarda il gasolio e il rimborso accise, mentre «su tutto il resto siamo disponibili al dialogo». Anche se – conclude la presidente CNA-FIta– «sui fondi destinati alla categoria vi sono dei punti fermi come i rimborsi forfettari, quelli Inail e quelli del Sistema sanitario nazionale. Tutti fondi che arrivano alle imprese direttamente, senza filtri, e senza dover attendere anni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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