LEGGI E POLITICA

La riunione governo-autotrasporto si aggiorna a domani, ma sul rimborso accise deciderà Palazzo Chigi

22 ottobre 2013

È andata bene per tanti aspetti, ma manca da definire l’aspetto decisivo. È questa in sintesi la valutazione che tutte le associazioni di categoria dell’autotrasporto (Unatras, Anita e Movimento Cooperative) fanno dell’incontro avuto oggi con il sottosegretario Rocco Girlanda, che continuerà comunque domani. Tra gli aspetti positivi ci sono tutta una serie di impegni che il sottosegretario si è assunto a nome del governo su molte questioni. Passiamole in rassegna.

Sistri: l’impegno va nel senso di posticipare di 10 mesi l’applicazione delle sanzioni.

Parte normativa: è la parte che va ultimata domani, ma l’impegno del governo intanto è di predisporre entro una settimana un decreto d’urgenza per dare attuazione rapida a una serie di misure (come per esempio quelle legate all'Albo).

Fondi autotrasporto: lo stanziamento per il 2014 ammonta a 330 milioni di euro.

Art. 83 bis (costi minimi di sicurezza): è in corso di pubblicazione la direttiva del ministro con cui si definiscono le procedure per applicare le sanzioni a chi non rispetta l’articolo.

Manca in questo elenco la questione relativa alla riduzione delle accise. E la ragione è semplice. Girlanda avrebbe riferito che la misura contenuta all'art. 17 comma 4 della legge di stabilità – vale a dire la riduzione fino al 25% dei crediti di imposta a favore dell’autotrasporto per il rimborso delle accise – è stata appresa dallo stesso ministero con «increscioso ritardo». E a questo punto per risolvere la questione bisogna investire della questione il presidente del Consiglio Enrico Letta e il suo ministro economico Maurizio Saccomanni. A questo scopo lo stesso ministro Lupi ha scritto una lettera (che trovate in allegato) in cui informa della questione il governo, riferisce dello stato di agitazione che si è provocato nel mondo dell’autotrasporto, paventa un possibile fermo (citando peraltro come data prevista il prossimo 28 ottobre) e quantifica pure in 1,5 miliardi al giorno i costi che un fermo potrebbe generare. In pratica meno di quanto andrebbe a costare la compensazione delle accise che, stando agli ultimi dati, dovrebbe «assorbire» 1,2 miliardi.
Basterà questa lettera a convincere Palazzo Chigi a tornare indietro?
Per ora è impossibile prevederlo. Sta di fatto che Unatras e Anita sul punto sono - come dire - ferme: «in assenza di un radicale ripensamento sul taglio delle accise sarà proclamato il fermo nazionale dei servizi».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home