FINANZA E MERCATO

Donati e Muto, scattano gli arresti

18 luglio 2011

Doppio arresto nell’autotrasporto. Il primo parte dal gip del tribunale di Nocera Inferiore e riguarda un imprenditore ravennate, Danilo Donati, per la terza volta finito agli arresti in sedici mesi. L’ipotesi d’accusa è associazione a delinquere finalizzata all’evasione delle accise. In particolare, la contestazione si riferisce al trasporto dalla Spagna, avvenuto nel settembre del 2009. di 24 mila tonnellate di olio vegetale – come peraltro c’era scritto sulla scheda di trasporto – escluso quindi dalle accise, risultato invece lubrificante.  Oltre a Donati risultavano indagate altre 50 persone, compresi diversi spagnoli.
La difesa di Donati si è espressa in maniera molto critica sull’ordinanza di custodia cautelare, denunciando il fatto che “si tratta della terza inchiesta e della terza misura cautelare relativamente allo stesso segmento di attività professionale di Donati. Cambiano solo alcuni referenti, ma è ovvio, visto che l’attività imprenditoriale di Donati si svolge su tutto il territorio europeo. Ed è la stessa magistratura di Nocera Inferiore a riconoscere che alcuni fatti oggetto dell’inchiesta attuale sono gli stessi di cui si occupa Milano, di cui riconosce anche la incompetenza. Eppure vengono ugualmente contestati”.
L’altro arresto è scattato a Trento, su iniziativa della Finanza. È nei confronti di Antonio Muto, le cui imprese operano tra il basso Reggiano e il Mantovano, accusato di bancarotta fraudolenta. Muto è accusato di aver distratto beni di ingente valore dall’attivo patrimoniale di una società a responsabilità limitata, la Marmirolo Porfidi srl con sede a Campagnazza di Pozzolo, che è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Trento nel mese di agosto 2010 e che possedeva una cava di inerti nel Viadanese.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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