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L’euro VI secondo Atego: un taglio a gasolio, adblue e manutenzione

7 novembre 2013

C'è una legge, da rispettare dal 2014, che impone di tagliare le emissioni. E questo è bello per l'ambiente. Ma se poi si riesce anche a ridurre i consumi di gasolio, a tagliare del 50% le necessità di adblue e ad allungare gli intervalli di manutenzione fino a 120 mila km anche l'azienda di autotrasporto ha vantaggi concreti. È questa la ricetta con doppio sapore preparata da Mercedes-Benz con il suo rinnovato veicolo da distribuzione

Anteprima italiana ad Ecomondo per  il nuovo Atego euro VI, il veicolo da distribuzione tra le 6,5 e le 16 ton, equipaggiato con due nuove motorizzazioni BlueEfficiency Power, completamente ripensate per integrare il sistema di raffreddamento del ricircolo dei gas di scarico, quello SCR e il filtro antiparticolato, quest’ultimi peraltro compattati in un unico box:
- il quattro cilindri OM 934 da 5,1 litri con fasatura variabile offerto in quattro «scatti» di potenza, compresi tra i 156 e i 231 cv;
- il sei cilindri in linea Common-Rail OM 936 da7,7 litri, disponibile in tre versioni di potenza da 238 a 299 cv.

Numeri, certo, che però già dicono una cosa: rispetto alle versioni euro V, quelle euro VI aumentano di potenza. A questo punto si potrebbe essere indotti a pensare che aumentando la potenza e «soffocando» le emissioni inquinanti, i consumi schizzino in alto. E invece è tutto il contrario. Anzi, sull’Atego euro VI non soltanto accade il contrario, contenendo la richiesta di gasolio, ma in più si riescono a tagliare di ben il 50% i consumi di adblue e ad allungare gli intervalli di manutenzione fino a 120 mila km. E questi saranno pure numeri, che però trovano un riscontro diretto sulle tasche e sui bilanci dell’azienda, ovviamente per allegerire la voce «costi».  

Cambi e sistemi frenanti
A dialogare con questi motori lungo la catena cinematica sono chiamati diversi tipi di cambi. Di serie – ma soltanto in Germania – c’è l’automatizzato PowerShift 3 a 6 o a 8 marce. Il resto dei mercati vedrà come prima scelta il manuale con servoassistenza, disponibile nelle versioni a 6 o a 9 marce, ma soprattutto spostato in plancia, in una posizione sicuramente più comoda.
Ovunque invece viene fornito di serie lo Stability Control Assist (ESP), mentre il nuovo freno motore a decompressione a due stadi è disponibile a richiesta nella versione di potenza da 300 kW. E sempre a proposito di sicurezza va sottolineato un primato: l’ Atego è l‘unico veicolo del segmento a essere dotato di un retarder a magneti permanenti in grado di erogare una coppia frenante di 650 Nm.

Sprazzi di nuovo dentro e fuori
Seguendo una tendenza già seguita per gli altri veicoli, anche nel caso dell’Atego il rinnovamento delle motorizzazioni è stata l’occasione per rinfrescare sia l’esterno che l’interno. Fuori risalta il paraurti ridisegnato con luci diurne integrate (volendo anche a LED), mentre dentro colpisce il quadro strumenti con grande display, il volante multifunzione di serie (volendo anche in pelle), i sedili ridisegnati con poggiatesta integrati e braccioli, il materasso monopezzo schiumato a freddo a 7 zone. Insomma, un equipaggiamento di alta gamma e per certi versi molto vicino a quello in dotazione sui veicoli pesanti.

Varietà di versioni
Diverse novità infine interessano il telaio. Alcune frutto dell’inserimento dei nuovi componenti legati alle soluzioni taglia-emissioni, altre relative all’introduzione di sistemi tutti nuovi come le sospensioni posteriori, quelle della cabina e il nuovo sterzo. A quel punto, dovendo apportare queste modifiche se n’è approfittato anche per ampliare il ventaglio dell’offerta di passi, che si vanno a intrecciare con quella tripartita di cabine, senza dimenticare la versione a trazione integrale.
Ne viene fuori un catalogo quanto mai ricco e completo. In mezzo, individuare il veicolo da distribuzione che fa al caso proprio non dovrebbe essere un problema.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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