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Il film «TIR» vince al Festival di Roma

17 novembre 2013

La Giuria Internazionale, presieduta da James Gray e composta da Verónica Chen, Luca Guadagnino, Aleksei Guskov, Noémie Lvovsky, Amir Naderi e Zhang Yuan ha assegnato il Marc’Aurelio d'Oro per il miglior film a Tir, di Alberto Fasulo. La pellicola è una produzione italo-croata ed è un docu-film che racconta l’odissea di Branko, un ex professore di Rijeka che lascia l’insegnamento e diventa camionista per necessità, in questo modo riesce a guadagnare tre volte tanto rispetto allo stipendio di insegnante croato.
«Oggi ho poco da esprimere se non un'emozione che mi trema tutto il mondo! – afferma il regista Alberto Fasulo - Tir non l'ho fatto da solo, ma con un mondo che ha creduto in questo film. Auguro una vita eterna al Festival di Roma, una città che mi ha visto emigrare, imparare questo lavoro e questa passione e oggi tornare dopo dieci anni con il secondo film. Ringrazio la produttrice, mia moglie. E ringrazio il mio attore che ha creduto in un pazzo come me. Tir è un film che accende un faro su una realtà che non ci accorgiamo esista, una realtà che ci corre accanto e che permette a noi di stare qui con tutto quello che ci circonda».
Con Tir emerge un grande paradosso, la scelta che ha portato l’ex professore a cambiare per assicurare una vita migliore alla propria famiglia, ma al tempo stesso ad allontanarsi da moglie e figlio per vivere sempre per strada, dormendo a tratti, lavandosi a tratti, vivendo a tratti… Un lavoro che Branko tenta di nobilitare con la sua  volontà e la sua ostinazione. «Più che fare un racconto sociologico – dice Fasulo - mi interessava entrare sotto la pelle del mio personaggio e riprenderlo in un momento di crisi personale, in cui si vedesse obbligato a compiere una scelta non solo pratica, ma anche etica ed esistenziale».
Si chiude così il sipario sulla kermesse romana che aveva aperto con un film italiano fuori concorso, quello di Giovanni Veronesi, «L'ultima ruota del carro», una commedia con Elio Germano, da qualche giorno nelle sale italiane. Un festival quindi che ha aperto e chiuso raccontando caratteri del mondo del trasporto, elevandolo a punto di osservazione privilegiato del mondo o a metafora di una condizione umana.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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