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Ecco i moduli per la domanda di incentivo all'esodo per i lavoratori prossimi alla pensione

18 novembre 2013

La Riforma del Lavoro (legge n. 92/2012) ha previsto degli incentivi all’esodo di quei lavoratori che sono prossimi alla pensione. Lo scorso 5 novembre l’Inps ha predisposto nuovi modelli per presentare la relativa domanda e nuove istruzioni. Vediamo di cosa si tratta.

Innanzi tutto ricordiamo che la misura, pensata per facilitare la gestione di casi di esubero aziendale e possibile soltanto sulla base di un accordo fra aziende con più di 15 dipendenti e dipendenti a meno di 4 anni dalla pensione, garantisce al lavoratore che si ritira in anticipo il vantaggio di ottenere da subito un assegno pari a quello che avrebbe maturato con pieni requisiti pensionistici. La prestazione viene erogata dall’Inps, anche se a finanziarla è il datore di lavoro. 

Fino a ieri tutto ciò era sulla carta, nel senso che era stato previsto nella Riforma del Lavoro e chiarito in termini operativi da una circolare estivo (1° agosto) dell’Inps. Ma è adesso, con una circolare che contiene i modelli di domanda, che si entra nel vivo. Per la precisione la circolare dell’istituto prevede due fasi:
- nella prima l’azienda inoltra l’istanza di ammissione al beneficio, in cui indica i lavoratori ai quali applicare il trattamento e allega il relativo accordo sindacale;
- nella seconda, che parte ovviamente nel momento in cui l’Inps ha accettato la domanda, diventa possibile presentare domanda di prestazione.

Nella prima domanda vanno inseriti i dati dell’azienda e gli estremi del verbale di accordo sindacale, specificando l’elenco dei lavoratori per cui si chiede il beneficio. Nella seconda domanda, invece, che deve avere anche la firma del lavoratore, vanno inserite le specifiche informazioni relative al lavoratore cui spetterà la prestazione, tutti i dati per calcolarla della prestazione, la tipologia di pensione (di vecchiaia, anticipata, compimento dei 64 anni per i dipendenti privati previsto dal comma 15-bis dell’art. 24 della legge n. 214/2011), gestione previdenziale competente, eventuali detrazioni, conto bancario o postale su cui accreditare la somma mensile.

In caso di esito positivo la prestazione verrà versata dall’Inps in 13 mensilità. In ogni caso non esiste uno scivolo diretto tra la fase dell’incentivo e quella del vero e proprio pensionamento e di conseguenza quando termina la prima fase, che può durare al massimo quattro anni, il lavoratore deve presentare una domanda di pensione all’INPS.
Inoltre, all’indennità di prepensionamento non si applicano trattenute, tipo cessione del quinto; eventuali riscatti e ricongiunzioni devono essere liquidati prima dell’accesso alla prestazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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