UFFICIO TRAFFICO

Francia: rinvio lungo per l'ecotaxe

19 novembre 2013

Sicuramente di Ecotaxe francese se ne sentirà parlare ancora a lungo, ma chi deve viaggiare col proprio camion in Francia può stare tranquillo. Almeno per un po’. Un bel po’. Perché dopo la sospensione indefinita dei giorni scorsi, ora il governo di Parigi ha seppellito il nuovo balzello, affermando che se ne riparlerà nell’ambito della riforma complessiva del Fisco, che evidentemente non è e non può essere cosa di poco tempo, anche perché sul tappeto in materia ci sono questioni complesse (l’Italia non ne ha il monopolio).
Il primo ministro Ayrault ha dichiarato che «per rivedere il sistema fiscale occorre prendersi il tempo che occorre…». Dunque, i tempi sono certamente lunghi. Per questo chi lavora come autotrasportatore con la Francia per un po’ di tempo può non preoccuparsi più della cosa.

Ciò non significa che non si sentirà più parlare di Ecotaxe. Un po’ perché il movimento «verde» non si dà per vinto e insiste sull'opportunità di introdurla. Lo stesso ministro dell’Ambiente ha tenuto ad affermare «il principio dell’Ecotaxe non è stato messo in discussione…». Ma soprattutto, c’è  il fatto che il congelamento della tassa ha creato uno spinoso contenzioso con la società appaltatrice per la riscossione dell’Ecotaxe, la società Ecomouv, una controllata da Autostrade per l'Italia. Evidentemente Ecomouv non ci sta a subire e si rifa al contratto firmato per essere indennizzata degli investimenti fatti e dei mancati introiti (si parla di circa 800 milioni di euro). La reazione del governo sembra quella di chi cerca appigli per non pagare alcun indennizzo. E la cosa è non poco complessa. Per questo ne sentiremo ancora parlare.
Ma comunque - ripetiamolo - per un bel po’ non ci sarà nessuna Ecotaxe.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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