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Capezzone: «All’origine della protesta, l’esclusione di associazione dall’Albo Autotrasporto»

13 dicembre 2013

Blocco delle frontiere per la Francia, scontri con la polizia, disagi generalizzati, scontento da parte di tutti. Il movimento del 9 dicembre, meglio noto come «dei Forconi», fa parlare di sé. Anche troppo, forse. Rimane da chiarire il legame con l’autotrasporto. Secondo il ministro degli Interni, Angelino Alfano, l’autotrasporto avrebbe giocato un ruolo da apripista, da catalizzatore di proteste di altri settori.

Questa dichiarazione, pronunciata in Parlamento, è stata aspramente condannata da Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera, che in una dichiarazione rilasciata all’Agenzia di stampa Prima Pagina, la definisce come una sorta di ammissione di colpa: «Se il Governo fosse stato più efficace e tempestivo nella gestione di quella prima vertenza (cioè quella con l’autotrasporto, ndr) impedendo di fatto che fosse agganciata da altri, forse non saremmo al punto di oggi».

Ma Capezzone va ancora più giù nell’affondo, definendo inutili i «tavoli» di Lupi e indicando precisi elementi di responsabilità del governo che «prima ha gestito male la norma che tagliava il rimborso delle accise ai trasportatori; poi è tornato indietro rispetto a questo errore, ma ha escluso dalla gestione dell'albo dell'autotrasporto un soggetto rilevante. Era ovvio che questo soggetto, a questo punto, non firmasse e mantenesse il fermo, facendo da catalizzatore di altre proteste».

Secondo Capezzone, poi, a questo errore iniziale il Governo avrebbe aggiunto quello relativo alla gestione della protesta, «affrontando il tema in modo prevalente sul versante dell'ordine pubblico, e non comprendendo che erano e sono in gioco le ragioni di un segmento di ceto medio tassato, tartassato e privo di tutele. Naturalmente, questo non può dare alcuna giustificazione a chi (infiltrati, facinorosi, estremisti) si sia reso o si renda responsabile di atti di violenza e prevaricazione». In definitiva, per Capezzone, il Governo è «coautore di una parte non irrilevante del caos».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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