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Fondazione Ania e Carabinieri “adottano” le più pericolose strade extra-urbane

26 luglio 2011

Gli incidenti stradali diminuiscono? Non ovunque. Se infatti il dato complessivo parla di una flessione dell’1,6%, sulle strade extra-urbane si va “contromano”, visto sono teatro di un 1/5 degli incidenti, dal quale però scaturisce il 47,1% dei morti. In termini assoluti, 5 vittime al giorno, 1.995 l’anno (il 2009).
È su questi presupposti che la Fondazione Ania e l’Arma dei Carabinieri hanno lanciato l’iniziativa “Adotta una strada”, che consiste nel sottoporre a particolare monitoraggio alcune delle arterie a più elevata sinistrosità, in particolare per intensificare la lotta alla guida in stato psicofisico alterato. A questo scopo a coloro che risulteranno negativi ai controlli dei Carabinieri, saranno distribuiti 50.000 etilometri messi a disposizione dalla Fondazione Ania.
Per la partenza dell’iniziativa sono state individuate tre strade "regine" dell’incidentalità, da anni stazionarie nella tragica Top Ten sulle dieci arterie più pericolose stilata da Aci-Istat: la Silana-Crotonese, la Nettunense e la Romea. Queste tre strade, fino al prossimo 20 settembre, saranno adottate dai Carabinieri con il supporto dei Nuclei radiomobili e delle Stazioni competenti. Ma anche tre strade che – come ha chiarito Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania – presentano «uno stato infrastrutturale particolarmente carente e questo, di conseguenza, riduce i margini di errore rispetto a scorretti comportamenti umani. Anche in conseguenza di ciò, il messaggio che vogliamo mandare con il progetto “Adotta una strada” è che in Italia occorre consolidare una nuova cultura delle regole perché, come risulta da un’indagine realizzata dalla Fondazione ANIA in collaborazione con l’Ispo, il 91% degli italiani ritiene deprecabile non rispettare le regole al volante ma, al tempo stesso, oltre il 70% ammette di commettere infrazioni quando guida. Quindi è bene ricordare che al volante ci sono delle regole che vanno rispettate. Sempre. Se ciò non avviene, rischiamo di ucciderci o di uccidere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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