LOGISTICA

Pezzi «eccezionali» del gasdotto di Gazprom transitano da Venezia

19 dicembre 2013

Avete presente l’imponente gasdotto che collegherà Russia ed Europa, Italia compresa, saltando in pratica l’Ucraina? Ebbene il SouthStream – è questo il suo nome – fortemente voluto dalla società russa Gazprom  per trasportare 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia all’Austria, passando attraverso Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, transita dal porto di Venezia, nel senso che alcune parti dell’impianto vengono movimentate dal terminal Transped. Un’operazione di trasporto eccezionale molto complessa, portata avanti anche grazie alla collaborazione con operatori tedeschi, che diventa emblematica di quanto il settore stia sempre più crescendo all’interno dello scalo veneziano.

Dalle banchine di Marghera nel 2013 sono passati oltre 1400 carichi eccezionali (+57% rispetto al 2012), tra i quali i pezzi dei più grossi impianti mondiali diretti verso la Cina, i mercati del Golfo Persico e del Mar Nero.

Un settore, quello dei cosiddetti project cargo, che vale tra i 700 e i 1000 milioni di euro l’anno e che vede in Venezia e nei suoi terminal i leader a livello europeo. Tutto ciò è reso possibile dalla conformazione fisica del territorio retrostante che assicura al porto la massima accessibilità grazie a strade con pendenze praticamente nulle e senza attraversamenti in galleria o restringimenti di carreggiata, una grande domanda di movimentazione dei project cargo, visto che siamo nel cuore produttivo italiano del settore degli impianti industriali, ma anche una rete qualificata di terminalisti, trasportatori, spedizionieri specializzati, cresciuta progressivamente nel tempo.

In più Venezia offre anche la straordinaria opportunità di poter movimentare il project cargo per via fluviale. Via chiatta i project cargo arrivano a Venezia da Cremona e dal Porto fluviale di Mantova, lungo l’asta idroviaria si può trasportare merce senza, di fatto, limitazioni di peso e con altezze di  8 metri grazie all’impiego di chiatte affondabili.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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