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Uggè: «Lo sconto massimo sui pedaggi per l’UE è il 13%. Con 70 mln lo si concede all'autotrasporto»

10 gennaio 2014

«Se l’autotrasporto riesce a spendere meno va bene tutto, ma stiamo attenti ad annunciare cose irrealizzabili o che magari rischiano di scontrarsi contro il muro dell’Europa. A maggior ragione quando le piazze si scaldano con un nonnulla». È un Paolo Uggè particolarmente cauto e per nulla interessato a correre dietro alle polemiche. E rispondendo alle nostre domande rispetto alla possibilità di ridurre i pedaggi autostradali tramite quella tessera, annunciata dal ministro Maurizio Lupi dopo le polemiche seguite agli aumenti di inizio anno, che consentirebbe alle grandi utenze (autotrasportatori compresi) di contenere i costi del 20%, il presidente di FAI-Conftrasporto rimane assolutamente con i piedi per terra. «Già fornire una percentuale così precisa di sconto – contesta Uggè – mi sembra fuorviante, perché se si vanno a leggere le normative europee si scopre che la percentuale massima di sconto per le grandi utente è del 13%. Senza considerare che, prima di dare per scontato che si possa fare un’operazione del genere, bisogna verificarne la copertura finanziaria che ammonta a circa 20 miliardi. Si può pensare di chiedere alle concessionarie di farsene carico e si può sperare che rispondano affermativamente, ma è anche logico dubitarne, visto che hanno in mano dei contratti che garantiscono precisi impegni. Si può pensare allora di farli tirar fuori allo Stato. Ma da dove, visto che le casse pubbliche sono semivuote? Spalmandoli sulle altre utenze delle autostrade?».

Eppure il problema rimane: come rendere sopportabile un aumento medio dei pedaggi del 3,9%, che in alcune tratte raggiunge tranquillamente la doppia cifra?
«Per fare il bene dell’autotrasporto ci sono soltanto due strade – valuta il presidente di Fai –. La prima è di sfruttare al massimo la percentuale di sconto del 13% sui pedaggi, che oggi utilizziamo soltanto fino all’8%. E a questo scopo è necessario che il governo metta sul piatto 70 milioni in più: 200 invece degli attuali 130. La seconda è di evidenziare nella fattura di trasporto il costo dei pedaggi autostradali, in quanto costo incomprimibile che andrebbe pagato a parte. Insomma, applicare quelle disposizioni, già esistenti in Italia e scoperte anche dalla Francia, che obbligano a riconoscere agli autotrasportatori ogni aumento di pedaggio».

Rispetto alle modalità concrete per affrontare il problema nella sua globalità, anche rispetto ai rapporti con le concessionarie, Uggè fa spallucce.  «Io un’idea ce l’avrei – si limita a dire – Ma a questo punto deve essere il ministro a trovare una soluzione. D’altra parte tutta questa questione è nata da sue dichiarazioni…».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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