FINANZA E MERCATO

Europa: entro il 2020 un taglio alle emissioni di CO2 dei veicoli commerciali

22 gennaio 2014

A partire dal 2020 la gamma dei veicoli commerciali di un costruttore dovrà avere una media di emissioni di CO2 non superiore a 147 g/km. È quanto previsto dalla norma approvata dal Parlamento europeo il 14 gennaio scorso. La norma prevede che la nuova soglia tenga conto dei modelli con massa totale a terra fino a 3,5 tonnellate o massa a vuoto di 2,6 tonnellate. Saranno tenute a rispettare lo standard previsto dalla legge le Case costruttrici con una produzione superiore a mille veicoli all’anno.
Per rispettare la norma è evidente che sarà necessario una sorta di gioco d’equilibrio tra modelli agevolmente sotto questa soglia e altri che dovendo disporre di una certa potenza – quindi un certo consumo – inesorabilmente producono una quantità di CO2 superiore allo standard di legge.
Oggi la legge vigente fa sì che il meccanismo della media vada anche oltre. Per incentivare la produzione di modelli con emissioni bassissime (meno di 50 g/km: in pratica a trazione elettrica o ibridi molto evoluti) nel calcolo della media ogni veicolo “under 50 gr” viene considerato come 3,5 veicoli; questo fino al 2016, dopo di che l’equivalenza sarà di 1 a 2. Con la normativa votata a metà gennaio in sede europea, tale forma di bonus (chiamati supercrediti) dovrà cessare dal 2018. In pratica l’assemblea europea ha voluto evitare che la giusta tolleranza necessaria per consentire il necessario e impegnativo sviluppo tecnico diventi una furbata per aggirare gli impegni.
Infine, nella legge approvata c’è un’altra indicazione interessante e importante a proposito di emissioni di CO2. Viene anzitutto rilevato che l’esperienza ha mostrato come gli attuali metodi per misurare le emissioni di CO2 (al banco e con cicli d’uso per precisi) sono criticate perché consentono di accreditare i veicoli di consumi ed emissioni che nella normale guida quotidiana sono impossibili da ottenere. Partendo da questo presupposto, viene sollecitata l’adozione di un altro metodo, in particolare quello definito nell’ambito dalle Nazioni Unite, iniziativa a cui peraltro sta lavorando la omissione europea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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