FINANZA E MERCATO

Mercato: il 2013 è stato l'anno più nero per i commerciali

22 gennaio 2014

L'anno 2013 viene archiviato come «Annus Horribilis» per i veicoli commerciali; secondo infatti il Centro Studi Unrae, questo mercato lo scorso anno ha raggiunto con molte difficoltà poco più di 100.000 immatricolazioni complessive, evidenziando una flessione del 13,3% sui già scarni risultati del 2012. Gli autocarri con ptt fino a 3,5 t venduti nell’anno appena concluso, sono stati 101.199, riuscendo a peggiorare il già fortemente negativo risultato del 2012 (116.721 unità, a sua volta in calo del 31,6%). Un livello di vendite così basso non si era mai registrato da quando sono disponibili i dati di mercato (1990).
«Il settore – commenta Massimo Nordio, PresidenteUnrae – nei soli 9 mesi dell’anno appena trascorso aggiunge a quanto già lasciato sul campo in passato altri 330 milioni di euro di fatturato persi rispetto allo scorso anno e 58 milioni di mancato introito IVA nelle casse dello Stato. Il segno positivo che si legge sul mese di dicembre è dovuto soprattutto all’effetto del confronto con il dicembre 2012 che era risultato particolarmente depresso».
Nell’ultimo mese dell’anno, infatti, le immatricolazioni sono state 10.722, in crescita dell’11,2% sul dicembre 2012 che però aveva registrato un calo del 21% rispetto all’anno precedente.
«Dobbiamo sperare –conclude Nordio – che con lo scorso anno si sia toccato davvero il fondo per questo settore, particolarmente penalizzato dalla crisi economica generale e dalle difficoltà di investimento delle aziende. Per il 2014 è prevedibile un segno positivo intorno al 10-15%, che tuttavia non rappresenta una ripresa strutturale, ma il leggero recupero legato alle ormai improrogabili esigenze di alcune aziende di rinnovo del proprio parco veicoli, posticipato troppo negli ultimi anni. Affinché possa verificarsi l’auspicata inversione di tendenza sono improrogabili gli interventi di riduzione del carico fiscale sulle imprese e il miglioramento delle possibilità di accesso al credito insieme a un rilancio dei consumi che sarà di maggiore stimolo alle esigenze di distribuzione delle merci».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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