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Inosservanza degli orari di lavoro: le sanzioni schizzano fino a 50.000 euro

27 gennaio 2014

Attenzione a non commettere una serie di infrazioni legate alla durata media dell’orario di lavoro e dei riposi giornalieri e settimanali perché dalla fine dell’anno con l’entrata in vigore del decreto destinazione Italia (in Gazzetta n. 300 del 23 dicembre) le sanzioni sono aumentate in maniera considerevole. In più risultato schizzate in alto anche alcune infrazioni legate alla sicurezza del lavoro e all’occupazione in nero. Vediamo quali e «a che prezzo».

Il superamento della durata massima settimanale dell’orario di lavoro e il mancato riconoscimento del riposo giornaliero o settimanale vengono decuplicate. Se prima infatti la sanzione andava da100 a 5.000 euro, adesso parte da 1.000 per arrivare a 50.000 euro. Questa forchetta così ampia tra minimo e massimo viene aperta (e quindi la sanzione diventa più pesante) in relazione al numero di lavoratori coinvolti e al periodo di riferimento della violazione.
Più precisamente la sanzione parte da 1.000 e 7.500 euro di base, passa da 4.000 a 15.000 euro se coinvolge più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno tre dei periodi che l’azienda usa per rilevare la media dell’orario di lavoro dei dipendenti in base alle indicazioni dei contratti collettivi, ma si sale ancora da 10.000 a 50.000 euro se sono coinvolti più di dieci lavoratori o se la trasgressione interessa almeno cinque periodi di riferimento. In quest’ultimo caso non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta. 

Da segnalare anche che la sanzione viene decuplicata anche per quel datore di lavoro che non consente al dipendente di riposare 11 ore consecutive ogni 24 ore, raggiungendo adesso il minimo di 500 euro per arrivare fino a 1.500 euro. Laddove però la violazione coinvolge più di cinque lavoratori o si è verificata in almeno tre periodi di ventiquattro ore, la sanzione amministrativa parte da 3.000 per arrivare fino a 10.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori o si è verificata in almeno cinque periodi di ventiquattro ore, parte da 9.000 e arriva a 15.000 euro e per di più viene escluso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

L’impiego di lavoratori in nero o la mancata comunicazione di assunzione di lavoratori subordinati da fornire al Centro per l’Impiego aumenta del 30%. Se prima infatti partiva da 1.500 per arrivare fino a 12.000 euro, adesso parte da 1.950 e sale fino ai 15.600 euro. Può essere applicata per ogni lavoratore irregolare con una maggiorazione di 195 euro – rispetto ai 150 di prima – per ogni giorno di lavoro a nero effettuato. I datori di lavoro non possono chiedere riduzione della sanzione tramite  procedura di diffida.

Il versamento da effettuare per avere la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività causato da gravi e reiterate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e di lavoro irregolare viene aumentato per il datore di lavoro del 30%. Se prima variava tra i 1.500 e i 2.500 euro, adesso passa tra i 1.950 e i 3.250 euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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