LOGISTICA

Futuro roseo per Interporto Novara: prevista una crescita di 800mila UTI

27 gennaio 2014

L’Interporto di Novara sta giocando la partita più importante della sua storia. Da qualche anno, infatti, vivacchia: i volumi con cui ha chiuso il 2013 toccano le 190 unità di trasporto intermodale (UTI) movimentate, appena qualcosa in meno rispetto alle 201 mila del 2012. Ma il futuro riserva qualcosa di molto più grande: le stime parlano di 800 mila UTI in più. Per quale ragione?

Le contingenze favorevoli per Novara sono in realtà diverse. Innanzi tutto c’è la scadenza dell’apertura del tunnel ferroviario del Gottardo, prevista per il 2016, che dovrebbe portare nella struttura della città premonente un deciso incremento di traffico. In più c’è la collocazione dell’interporto al crocevia di due reti TEN-T, tra il Genova-Rotterdam e il Lisbona-Kiev, che non vale soltanto un punto sulla carta geografica, ma anche un interesse dell’Unione europea che avrebbe destinato alla struttura un finanziamento di 2 milioni di euro finalizzati all’installazione di un nuovo binario lungo 600 metri e a introdurre nuove attrezzature per il transhipment, che interesseranno direttamente gli autotrasportatori in quanto i tempi di attesa si dimezzeranno, anche perché saranno ridotti del 40% quelli per l’ingresso e l’uscita dei convogli ferroviari.

Ma già oggi l’interporto di Novara ha saputo allargare l’offerta aggiungendo al sito «storico» della CIM e a quello del Boschetto vecchio a Novara, anche un nuovo scalo presso Boschetto nuovo, reso possibile grazie a un accordo concluso con il gruppo Fs e ai finanziamenti ottenuti dalla Regione Piemonte.

In prospettiva, invece, guardando al 2019, è anche previsto l’aumento dei metri quadrati di piazzali dagli attuali 170 mila a quasi 330 mila e la superficie dei magazzini schizzare addirittura dagli attuali 66 mila a 471 mila metri quadri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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