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Quote Albo solo on-line: in Friuli il 30% delle aziende non riesce a pagarle

4 febbraio 2014

Quest’anno le aziende potevano versare le quote all’Albo degli autotrasportatori esclusivamente on-line. Anche l’anno scorso inizialmente andò così, seppure poi, visti i tanti disagi, venne concessa una proroga fino al 31 marzo. Per il 2014 proroghe non ce ne sono state. I disagi, invece, non sono mancati.

A dire il vero, già prima di Natale Unatras aveva scritto al presidente del Comitato Centrale per far presente difficoltà operative e disfunzioni varie nell’utilizzo del sistema operativo dedicato al pagamento della quota. Sintomo – si diceva – di «carenze strutturali del sistema», che inducevano il comitato unitario a chiedere un rinvio. Richiesta però caduta nel vuoto.

Adesso a distanza di qualche mese riappaiono tensioni. Molti lamenti giungono dalla Liguria, anche se è soprattutto il presidente di Confartigianato Trasporti del Friuli Venezia Giulia,  Pierino Chiandussi, a denunciare le criticità maggiori. «In Italia le imprese rischiano sanzioni e di essere espulse dal mercato solo perché non riescono a pagare la quota annuale all’Albo nazionale degli autotrasportatori».

Quanti sono questi trasportatori? Secondo i calcoli di Chiandussi nella sola provincia di Udine non è riuscito a effettuare il versamento circa il 30% delle imprese.  «Il sistema non funziona come dovrebbe: procedure estenuanti per pagare la quota Albo con carta di credito e con risultati deludenti».

Da qui la conclusione sconsolante: «Credo che solo in Italia, anche per pagare una tassa, le imprese debbono diventare matte. E poi c’è chi si meraviglia se alcune se ne vanno all’estero…». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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