LEGGI E POLITICA

Riforma porti: in parlamento si litiga sui requisiti richiesti per diventare presidente di Autorità portuale

4 febbraio 2014

Naviga lenta la riforma dei porti. Anzi, lentissima, dovendo slalomare tra gli scogli costituiti dalle opposte fazioni politiche, spesso animate da interessi più o meno diretti legati al mondo della portualità. Volete un esempio? Considerate il presidente di un’Autorità portuale: quante volte avete pensato che spesso sia scelto tra politici sul viale del tramonto? Ebbene, l’esponente del Movimento 5 Stelle, Andrea Cioffi, ne è talmente convinto che, discutendo in commissione Lavori Pubblici del Senato sulla riforma delle Autorità portuale, ha presentato un emendamento proprio per evitare che questo andazzo potesse continuare anche un domani. E a questo scopo ha presentato una serie di emendamenti con cui richiedeva che il presidente di Autorità portuale non debba aver ricoperto in precedenza incarichi politici, né possa occupare contemporaneamente altre poltrone pubbliche, né ricoprire alla scadenza dell’incarico, per almeno un anno, altri incarichi legati al settore marittimo-portuale.

Il senatore del PD, Marco Filippi, relatore del testo di legge, si è mostrato di altro avviso. Nel suo progetto il presidente dell’Autorità portuale è giusto che abbia esperienza istituzionale e amministrativa, oltre che conoscenze professionale nell’ambito del settore. Se poi ha avuto anche un’esperienza politica, la presidenza potrebbe essere l’occasione per valorizzarla nel modo migliore.

Insomma, due punti di vista molto distanti, che alla fine sono entrati in contrasto. A quel punto è intervenuto il presidente della Commissione, il forzista Altero Matteoli, che però ha invitato Cioffi a moderare il rigore delle sue proposte, per trovare più facilmente un momento conciliativo in una prossima seduta della Commissione.

Ma mentre il Senato discuteva animatamente, anche la Commissione Trasporti della Camera si impantanava a discutere sulle nomine delle Autorità di Cagliari, Napoli e La Spezia. E siccome anche qui era difficile conciliare le opposte posizioni, si è deciso di tagliare corto e di chiedere direttamente al ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, di modificare i criteri di nomina dei presidenti.
Domanda: ma secondo voi, quanto tempo ci vorrà a scrivere la riforma dei porti?

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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