FINANZA E MERCATO

I conti di CNH Industrial: Iveco tiene sulle vendite, ma erode il margine

7 febbraio 2014

25,78 miliardi di euro di fatturato, con un utile di gestione netto diminuito del 4% (a 1,985 miliardi), compensato però da un risultato netto aumentato del 2% (917 milioni). Sono questi i principali numeri approvati dal consiglio di amministrazione di CNH Industrial, la società attiva con marchio CNH nel settore delle macchine agricole e movimento terra e, con marchio Iveco, nel settore dei veicoli da trasporto.
La società, controllata da Exor, è nata l'anno scorso dalla fusione tra l'ex Fiat Industrial e Cnh ed è quotata a Wall Street e a Milano. E proprio a favore degli azionisti il cda proporrà all’assemblea dei soci il pagamento di un dividendo di 0,20 euro per azione, con un esborso complessivo di 270 milioni di euro.

L’andamento di Iveco
Iveco ha fornito a questi risultati un apporto inferiore rispetto a CNH. Colpa, in particolare, di una contrazione dell’utile della gestione ordinaria, passato da 466 milioni de 2012 a 101 milioni del 2013. In pratica, malgrado un livello di ricavi costanti se non addirittura in crescita, nel quarto trimestre, del 3,3%, il livello dei margini è stato penalizzato in particolare da una dura competizione sui prezzi che ha interessato principalmente l’Europa del Sud.
Altro fenomeno trasversale è l’andamento a due velocità che si registra sia rispetto ai vari segmenti, sia all’interno dei diversi mercati. Prova ne sia che complessivamente il settore ha generato ricavi per 8,8 miliardi di euro, con una crescita dell’1,5% a cambi costanti, ma dietro a questo sostanziale «pareggio» c’è un risveglio della domanda dei mercati europei (in particolare nel quarto trimestre 2013) e un felice incremento di quella dell’America Latina (consegne a +15%), compensate però negativamente da un calo del business ricambi e dell’assistenza clienti, oltre che da un mix negativo di prodotti. Prova ne sia che nel 2013 sono stati consegnati globalmente 135.709 veicoli (inclusi bus e veicoli speciali), con un calo dell’1% rispetto al 2012. E le cose sarebbero andate molto meglio se l’incremento del 16% dei medi e quello del 2% dei pesanti, non fosse stato «bruciato» dalla flessione del 7% dei leggeri. Fenomeno registrato soprattutto sui mercati europei, dove le
immatricolazioni dei veicoli con peso ≥3,5 tonnellate sono salite dell’1,3% a 659.400 unità, con medi e pesanti in crescita – grazie soprattutto agli euro V a fine corsa – dell’1,6% e del 7,9%, mentre i leggeri flettono del 2,6%. Anche i singoli mercati viaggiano in modi completamente diversificati. Mentre infatti Gran Bretagna (+13,1%) e Polonia (+13,3%) crescono a doppia cifra, la Germania frena (-1,8%), la Francia rallenta (-4,2%) e l’Italia continua a retrocedere vistosamente (-13,1%).
Anche se, considerato che l’andamento del marchio spesso è in linea se non migliore a quello del mercato, le quote di mercato segnano andamenti leggermente positivi. Se infatti la quota europea rimane stabile all’11%, in Italia tocca quota 34,2% (+1,1%), in Spagna il 21,3% (+1,4%), in Francia il 13,5% (+0,2%), in Germania l’8,3% (+0,3%) e in Polonia l’11,7% (+1,1%).
Rispetto ai singoli segmenti, i leggeri vedono in Europa una quota dell’11,4% (-0,1%) con quote in crescita nei principali mercati europei, eccetto in Gran Bretagna, i medi aumentano la quota di 0,6 punti percentuali al 24,6%, con aumenti un po’ ovunque, i pesanti rimangono stabili al 7,1%.
In America Latina le immatricolazioni di veicoli industriali, pari a 225.800 unità, hanno registrato una crescita dell’8,9% (quota all’11%), con aumenti del 12,1% in Brasile e del 16,6% in Argentina, compensati da un calo significativo in Venezuela (-24,9%).

Obiettivi per il 2014
Se nel 2013 il settore macchine agricole è stato trainante rispetto ai veicoli industriali, nel 2014 il rapporto si dovrebbe invertire, con una domanda delle prime in flessione a fronte di una crescita dei secondi. In virtù di questo bilanciamento e di alcune efficienze produttive ottenute gli obiettivi fissati per quest’anno vedono i ricavi in crescita fino a un 5% e un miglioramento del margine della gestione ordinaria tra il 7,8% e l’8,2%.
Nel mese di maggio 2014 il Gruppo presenterà un nuovo piano nel corso di un incontro con gli investitori che avverrà negli Stati Uniti dopo la comunicazione dei risultati del primo trimestre 2014.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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