FINANZA E MERCATO

Ecco come funzionano gli sconti sui pedaggi per i pendolari. Uggé: «strada buona anche per l'autotrasporto»

10 febbraio 2014

Per i pendolari c’è lo sconto sui pedaggi autostradali. L’accordo, siglato dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e dal presidente di Aiscat Fabrizio Palenzona, è operativo di fatto dal 1° febbraio, durerà fino al 31 dicembre 2015, anche se navigando sul sito Telepass o sul sito della Concessionaria interessata, definendo il percorso che si utilizza abitualmente, indicando il casello di entrata e quello di uscita sarà possibile usufruire degli sconti in maniera retroattiva.
Dello sconto potranno usufruire tutti i possessori di Telepass con contratti family, business e ricaricabili, abbinati a persone fisiche e a veicoli di classe A, che abbiano effettuato la registrazione e che utilizzino l’autostrada come pendolari tra due stazioni predefinite, con percorso massimo di 50 km. La percentuale di sconto è proporzionale al numero dei viaggi e non alla loro lunghezza e risulta dunque identica per chi fa pochi chilometri e per chi ne fa fino a 100 in un giorno tra andata e ritorno. Sino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto, mentre a partire dal 21° transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1 per cento e crescerà linearmente (2 per cento del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3 per cento per 23 viaggi…) fino al 20 per cento del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40° transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46° viaggio (i giorni lavorativi in un mese sono al massimo 23) lo sconto del 20 per cento. Per i transiti successivi al 46° viaggio si paga la tariffa intera. Lo sconto è applicato per un massimo di due viaggi al giorno, compresi i festivi, e non è cumulabile con altre agevolazioni/iniziative di modulazione tariffaria.
Tutto bene quindi? Non proprio. Sia perché alcune associazioni e sigle sindacali denunciano che, a conti fatti, gli sconti non compensano gli aumenti che si sono registrati. Inoltre, rimane fuori ancora dal discorso l’altra grande utenza: l’autotrasporto.
Ecco perché il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè, seppure evitando di giudicare l’accordo raggiunto rispetto ai pendolari, chiede a Lupi di sapere come «intende intervenire per il trasporto pesante», ma intende comunque indicare una qualche soluzione. «Una possibile strada potrebbe già essere stata tracciata proprio dall'accordo raggiunto per i pendolari – giudica Uggè – una soluzione graduata in ragione dei percorsi effettuati e in linea con il principio dei grandi utenti, già in essere da anni per il trasporto merci».
Una strada buttata sul piatto e che sicuramente si cercherà di definire meglio nell'incontro in programma il prossimo 13 febbraio tra governo e associazioni di categoria. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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