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È la crisi del CCNL? Anche Fast e Assotir siglano il «loro»

10 febbraio 2014

Il Contratto Nazionale Collettivo è stato siglato lo scorso agosto. Ma nel frattempo è spuntato quello sottoscritto da Assotrasporti e UGL e, praticamente in contemporanea (per la precisione lo scorso 23 gennaio), anche quello di Fast Confsal e di Tranfrigoroute Italia Assotir. Il perché di questi contratti «ulteriori»?

Secondo Pietro Serbassi e Claudio Donati, rispettivamente segretari di Fast e Assotir, «la crescita di opzioni contrattuali nel settore dell’autotrasporto, delle spedizioni e della logistica è il frutto dell’insofferenza alla “dottrina sindacale unica” che finora ha costretto anche le piccole e medie imprese e i loro addetti ad accettare opzioni tagliate su misura per pochi grandi gruppi. Ora, tuttavia, c’è bisogno di una ricomposizione unitaria, senza che ci si ostini a pensare di essere gli unici legittimi rappresentanti di un mondo così complesso e articolato».

Il CCNL di Fast e Assotir, in particolare, è caratterizzato dall’attenzione alle esigenze che le PMI e i loro addetti si trovano a vivere, immerse come sono in una situazione di perdurante crisi del settore. Per questo, senza rimettere in discussione capisaldi della contrattualistica del settore, almeno nella contrattazione di II° livello si è spinto molto sulla flessibilità, ingrediente questo giudicato «indispensabile per mantenere la competitività delle imprese italiane in un mercato completamente liberalizzato e a dimensione europea, in cui sempre più forte si avverte la concorrenza di sistemi di imprese che possono giovarsi di un costo del lavoro molto più basso di quello che la normativa italiana, ad oggi, consente».

Ma soprattutto per Fast e Assotir è importante che si superi la “dottrina sindacale unica” e si vada verso un accordo interconfederale sulla rappresentanza sindacale. Ma a questo scopo c’è bisogno che tutte le Associazioni datoriali e le Organizzazioni sindacali operanti nel settore di sedere allo stesso tavolo e, su un piano di rispetto e riconoscimento reciproco della rappresentatività di ciascuno, si cimenteranno con «la sfida di redigere un CCNL unitario di settore che tenga insieme le esigenze dei grandi gruppi logistici, degli spedizionieri e di chi, come decine di migliaia di Piccole e Medie Imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, opera essenzialmente nell’attività di vezione stradale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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