LEGGI E POLITICA

Cabotaggio abusivo: Fiap propone confisca immediata di veicolo e merce

3 marzo 2014

Tutto è iniziato con la diffusione dei dati diffusi dalla Polizia stradale nella corso della Commissione sicurezza, che quantificano in meno di 100 le infrazioni comminate nel 2013 per trasporto di cabotaggio abusivo. Com'è possibile che un fenomeno apparentemente così diffuso produca numeri così esigui?
Secondo Fiap occorre innanzi uno sforzo straordinario per quanto riguarda i controlli sulla regolarità dell’attività svolta dai vettori esteri e al riguardo il ministero dell’Interno deve dare precise disposizioni alla polizia stradale. «Se non si effettuano più controlli mirati – si sottolinea – è impensabile che si possano, in altro modo, rilevare queste tipologie di infrazioni». 

Ma secondo l’associazione di categoria occorre anche modificare nel merito il sistema sanzionatorio.
Per quale ragione? Ma perché – rispondono dall’associazione presieduta da Massimo Bagnoli –«nel caso in cui un vettore nazionale esegua trasporti abusivi, oltre alla sanzione pecuniaria di euro 4.130, le vigenti norme prevedono anche il fermo del veicolo per 3 mesi e, in caso di recidiva, la confisca del veicolo
Se a commettere l’abuso è un vettore estero la sanzione è leggermente più alta (5.000 euro), il veicolo viene sottoposto sempre a fermo amministrativo per 3 mesi, ma non è prevista la confisca in caso di recidiva. Un diverso trattamento più penalizzante per il vettore nazionale rispetto a quello estero che non trova giustificazione alcuna».

Come si esce da questa situazione? Secondo Fiap bisogna modificare la «norma secondo cui chiunque venga sanzionato per trasporto abusivo – sia che trattasi di vettore nazionale che di vettore estero – subisca come sanzione accessoria la confisca del veicolo e della merce senza dover aspettare la reiterazione. L’effetto deterrenza sarebbe sicuramente più incisivo e, probabilmente, verrebbero a cessare alcune pratiche sfacciatamente abusive messe in campo da imprenditori di pochi scrupoli attraverso l’utilizzo di imprese estero-vestite».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home