UFFICIO TRAFFICO

Sottosegretario per un week end: Gentile si dimette

3 marzo 2014

«Torno a fare politica nelle istituzioni come segretario di Presidenza, e nella mia regione, come coordinatore regionale, aspettando che la magistratura, con i suoi tempi che mi auguro siano più brevi possibile, smentisca definitivamente le illazioni gratuite di cui sono vittima». Con queste parole, inviate al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al segretario del Ncd Angelino Alfano e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Antonio Gentile si dimette da sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, incaricato ricoperto praticamente per un lungo week end.
A indurre Gentile a fare marcia indietro sono state le tante critiche che lo hanno colpito in queste ore, accusando il suo entourage di un presunto intervento per bloccare la stampa di un quotidiano locale (L’Ora della Calabria), che conteneva la notizia di un’indagine nei confronti del figlio. Di fatto poi, il quotidiano non arrivò nelle edicole, anche se, la motivazione ufficiale addotta, parlava di un guasto alla rotativa.
Anche a livello politico un po’ tutti i partiti, tranne ovviamente quello di Alfano, avevano espresso dure critiche e il movimento Cinquestelle aveva addirittura anticipato la richiesta di una mozione di sfiducia.

Tutto accuse smentite da Gentile che, sempre nella lettera di dimissioni, parla di «motivi pretestuosi e strumentali organizzati ad arte per 'mascariare' in modo indegno la mia persona, nonostante fossi immune da qualsiasi addebito di natura giudiziaria», che però lo hanno portato a subire per giorni uno «stillicidio» che lo «ha portato a una decisione sofferta, maturata nell'esclusivo interesse del mio Paese e nel rispetto del mio partito».

Gentile sottolinea anche di aver presentato querela contro i suoi detrattori il 26 febbraio (e quindi prima della nascita del governo), «con una comunicazione scritta al presidente Grasso, nella consapevolezza di avere questo unico strumento di difesa». Ma non è bastato: «Il Paese di Cesare Beccaria è tornato nel medievalismo più opaco, fatto di congetture astruse e di mera cattiveria. Un politico che ha vissuto la sua vita senza alcuna macchia, che non ha indagini a suo carico, che è incensurato, viene costretto dalla bufera mediatica a non poter esercitare il suo incarico. È una riflessione amara, ma reale, di un segmento dell'Italia che preferisce vivere di slogan e di sentimenti truci, sfruttando la disperazione di tanta gente al solo scopo di uccidere la politica, le sue basi comuni, il diritto positivo».
Gentile ricorda pure come, malgrado non sia indagato, sia «divenuto carne da macello, per soddisfare la bulimica perversione di chi intende la lotta politica come mezzo di sopraffazione».
La riflessione che vi lascio – termina la lettera – è, però, attuale e riguarda la necessità di riequilibrare un sistema la cui agibilità è messa a rischio da chi oltraggia la nostra Costituzione, ritenendola un orpello inutile e non, invece, il tempio di saggezza e di rispetto qual è».

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato che le dimissioni «sono state una scelta di Ncd che rispettiamo e apprezziamo». Il ministro dell’Interno e segretario del Ncd, Angelino Alfano, si è limitato a dire che «lo ha fatto per il bene comune e con grande generosità: il tempo gli darà ragione».

La sostituzione di Gentile dovrebbe avvenire in tempi brevi e tutto lascia presumere che il nuovo sottosegretario verrà scelto tra le stesse fila del Ncd.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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