ACQUISTI

Unimog, il TuttoFare Tutto Nuovo

6 marzo 2014

L’avvento di Euro 6 è colto in Mercedes per rinnovare il suo «porta-attrezzi» più esclusivo e renderlo ancora più versatile e produttivo

Adeguare un veicolo unico, come l’Unimog, alle nuove normative Euro 6 non era agevole. La più restrittiva delle norme antinquinamento ha infatti imposto di dotare i veicoli della doppia tecnologia SCR ed EGR i cui dispositivi potevano mettere in crisi un veicolo dal passo così corto e così «affamato» di spazi utili a ospitare gli innumerevoli allestimenti per più di mille diverse applicazioni. Né si poteva pensare di stravolgerlo allungando il passo, perdendo così la sua proverbiale maneggevolezza e quel raggio di sterzo così stretto e dal diametro di volta che parte da 12,60 m e che lo fa quasi girare su se stesso.
A vederlo così l’Unimog sembra rimasto uguale, eppure le innovazioni introdotte sono davvero tante, così come i suoi plus: trazione integrale permanente, elevata altezza libera dal suolo, bloccaggio dei differenziali su entrambi gli assi e quattro zone d’attacco e montaggio degli attrezzi: davanti (con piastra frontale unificata), tra gli assali, dietro (sul cassone) o sul telaio. Gli attrezzi possono essere azionati idraulicamente, meccanicamente o elettricamente (a tale scopo all’esterno ci sono quattro prese di corrente standardizzate), mentre le interfacce permettono di utilizzarne diversi in contemporanea, governandoli con il joystick multifunzione, oggi anche estraibile.
Ma l’autentica novità di questo nuovo Unimog è la trazione continua. La sinergia della trazione idrostatica e del cambio manuale meccanico consente di commutare da un sistema all’altro durante la marcia a seconda delle esigenze di impiego. La trazione idrostatica permette di raggiungere i 50 km/h, mentre la guida e l’uso degli attrezzi senza interruzioni riducono l’usura della frizione e rendono più produttivo il lavoro. Il nuovo sistema si può attivare, a scelta, tramite la leva di comando sullo sterzo, con il joystick del sistema idraulico o con il pedale dell’acceleratore. Il nuovo impianto idraulico comanda gli attrezzi con precisione e con un 30% in più di potenza. L’impianto è composto da due circuiti: il primo ha una pressione di 200 bar con portata d’olio di 32 l/min che, in abbinamento al secondo circuito di altri 55 l/min, può arrivare fino a 240 bar. Questo sistema è in grado di sostituire le pompe esterne innestabili sulla presa di forza o i motori diesel ausiliari, risparmiando carburante, spazio e peso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home