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Lupi: «Il NCD non ha fretta di sostituire il dimissionario sottosegretario Gentile»

10 marzo 2014

«Al momento, come Nuovo Centro Destra, abbiamo detto che non sostituiremo il sottosegretario Gentile, come peraltro non sono stati nominati altri sottosegretari e un viceministro». Una frase che pesa doppio perché a pronunciarla, a margine di un incontro del partito di Alfano a Gallarate e riportata da Repubblica TV, non è soltanto un esponente del NCD, ma anche il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi. La ragione di questa posizione - spiega lo stesso ministro - poggia sulla convizione che «sia giusto e rispettoso anche nei confronti di Gentile non procedere alla sua sostituzione».
Cosa significa tutto ciò? In pratica, niente di buono, perché tutto lascia presupporre che, fino a quando non verrà sostituito il sottosegretario «vacante», anche le competenze al viceministro Riccardo Nencini e al sottosegreraio Umberto del Basso de Caro non verranno assegnate, compresa ovviamente quella per l'autotrasporto. Non ha senso, infatti, distribuire per due qualcosa che andrà diviso per tre. Tanto vale quindi lasciare le cose come stanno, almeno fino a quando il NCD - a cui almeno sulla carta spetta la nomina del sottosegretario, essendo il partito in cui milita il dimissionario Gentile - non reputerà di individuare un nuovo nominativo.
Ma questo immobilismo sembra scontrarsi con la vivacità che invece si respira nel settore, a maggior ragione dopo la notizia dei 49 milioni cancellati dalla Ragioneria dello Stato da quelli destinati all'autotrasporto, compresi i 30 per pagare le imprese che si erano avvalse nel 2010 delle autostrade del mare. Dalla Sicilia, per esempio, il clima è subito divenuto incandescente e da parte di Aias e della locale Fai si parla senza mezzi termini di fermo. Va più cauto l'Aitras e anche il segretario Salvatore Bella pretende di incontrare il governo «entro la settimana» per chiarire il tutto prima la protesta dilaghi.
Senza dimenticare che anche oltre la Sicilia, le associazioni di categoria hanno urgente bisogno di riannodare i nodi di una trattativa con il governo condotta con pazienza dallo scorso novembre (sulla base di un protocollo siglato allora) e che adesso rischia di interrmpersi per una motivazione che ai più rischia di sfuggire: non mancare di rispetto al dimissionario sottosegretario Gentile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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