UFFICIO TRAFFICO

15 giorni di stop ai camion per Pasqua. Fiap: "lusso da rettificare"

24 marzo 2014

Gettiamo un occhio al calendario dei divieti di circolazione del prossimo mese di aprile. Ai più non sarà sfuggito lo stop ai camion dal venerdì 18 aprile va avanti per cinque giorni fino a martedì 22, per riprendere poi con un’altra tripletta tra 25 e 27 aprile, per chiudere in bellezza con il 1° maggio. La cosa non è sfuggita alla Fiap, la quale durante la riunione dello scorso 18 marzo tra rappresentanti del ministero dei Trasporti e quelli del mondo associativo sia dell’autotrasporto sia della produzione/distribuzione dedicata proprio alle modifiche da apportare al calendario dei divieti, per bocca del suo segretario generale Silvio Faggi, ha posto due questioni.
La prima riguarda appunto la concentrazione di date appena ricordate «che rischia di bloccare il sistema Paese per quindici giorni»: «è un lusso che non può permettersi – ha precisato Faggi – né l’autotrasporto né il Paese». Da qui la proposta – sostenuta da tutti – di rivedere il calendario riducendo le giornate di fermo.

L’altra questione riguarda la Sardegna. Le imprese di quella regione lamentano la poca chiarezza della normativa rispetto a un caso concreto: l’imbarco del solo semirimorchio sulla nave traghetto. Ovviamente, quando la nave arriva al porto di destinazione, il semirimorchio deve essere sbarcato e poter proseguire il viaggio usufruendo della deroga di quattro ore qualora l’operazione avvenga in un giorno in cui è vigente il divieto di circolazione.

«La formulazione attuale del decreto – ha puntualizzato il segretario Fiap – non chiarisce se anche il trattore che si è recato al porto per agganciare e trainare il semirimorchio usufruisca della stessa deroga». E questa lacuna potrebbe esporre al rischio di vedersi contestare da una pattuglia troppo zelante la violazione dell’art. 6 comma 1 e 12 del CDS: 419 euro, la sospensione della patente del conducente e quella della carta di circolazione del veicolo da 1 a 4 mesi.

Questa situazione poco chiara influisce sulle modalità operative delle imprese interessate, con conseguenze economiche non indifferenti a seconda che la norma venga interpretata in maniera estensiva (nel senso di includere nella posticipazione di 4 ore anche il trattore stradale che si è recato al porto per agganciare un semirimorchio appena sbarcato) o in maniera restrittiva (nel senso che la posticipazione di 4 ore dell’inizio del blocco è applicabile esclusivamente al semirimorchio sceso dalla nave, e non anche al trattore).

Nell’incertezza molte aziende evitano di far circolare i veicoli nei periodi di blocco, non potendo ogni volta correre il rischio di veder sospesa la patente dell’autista e la carta di circolazione.

Da qui la richiesta di Fiap di riformulare la norma tenendo conto del sistema di lavoro adottato da tante aziende che, localizzate o meno in Sardegna, non affidano alle navi anche i trattori stradali limitandosi a imbarcare il solo semirimorchio secondo la clausola FAS.

In pratica sarebbe sufficiente aggiungere all’art. 2 comma 4 il seguente periodo: «Per i complessi di veicoli costituiti da un trattore ed un semirimorchio la deroga applicabile al semirimorchio s’intende estesa anche al trattore stradale quand’anche quest’ultimo non sia proveniente dalla rimanente parte del territorio nazionale».

Ovviamente la stessa modifica dovrebbe essere apportata all’art. 2 comma 1 (veicoli circolanti nella penisola provenienti dall’estero e dalla Sardegna).

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home