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Vittime della strada: diminuiscono nell’UE, crollano in Spagna

31 marzo 2014

L’Unione europea ci prova da più di un decennio a dimezzare il numero di vittime da incidenti stradali. E a guardare i dati diffusi oggi sembrerebbe aver preso finalmente l’abbrivio giusto. Prova ne sia che nel 2013, per il secondo anno consecutivo, il numero di persone che ha perso la vita sulle strade europee è diminuito di un rotondo 8% rispetto al 2012, quando comunque il calo registrato sull’anno precedente era stato del 9%. Insomma, una riduzione del 17% rispetto al 2010 che equivale ad aver salvato la vita a circa 9 000 persone. Anche se – come ha pure ricordato il vicepresidente Siim Kallas, commissario UE per la mobilità e i trasporti – non per questo la partita è chiusa: «L'UE è assolutamente sulla buona strada per conseguire gli obiettivi di sicurezza stradale fissati per il 2020. Ma non c'è spazio per alcun compiacimento se pensiamo che ogni giorno sulle strade d'Europa perdono la vita ancora 70 persone».
Ma la vera notizia che si nasconde nelle statistiche non è tanto che, rispetto alla media dei 52 decessi per milione di abitanti, ci sono i paesi molto al di sotto e quelli molto al di sopra. E non stupisce nemmeno che tra quelli «virtuosi» compaiono, com’è tradizione, Regno Unito, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca (con meno di 30 decessi per milione di abitanti), né che Polonia, Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania e Grecia (e anzi in Lettonia il numero di decessi è addirittura aumentato) siano ancora i "cattivi della classe".
Ciò che veramente colpisce è la performance della Spagna. Se si guardano i numeri la progressione spagnola è eccezionale: pensate che nel 2001, quando l’UE cominciò la prima campagna taglia-incidenti, registrava la bellezza di 136 decessi per milione di abitante. Oggi si ferma a 37, a un passo quindi dai migliori, dopo aver vissuto una sorta di scandinavizzazione veramente eccellente e che peraltro non si arresta. Tant’è che dal 2010 al 2013 ha fatto segnare ancora un ottimo -30%.
E l’Italia? Andiamo benino, nel senso che eravamo messi malissimo e adesso viaggiamo un po’ meno male. Ma comunque sempre oltre la media UE, visto che ancora ci tocca piangere 58 morti per milione di abitante l’anno.
Certo, nel 2001 erano 125 e rispetto a 3 anni fa la flessione è stata del 17%, ma il fatto di essere ancora sopra la media impone ovviamente delle riflessioni, in particolare rispetto ad alcune categoria di utenti della strada più a rischio. Parliamo dei pedoni uccisi, che diminuiscono in tutta la comunità ma meno della media, parliamo dei ciclisti, che paradossalmente (ma neanche poi tanto considerando che la bici, in questi anni di crisi, è molto più utilizzata di ieri) fanno segnare più perdite oggi rispetto agli anni passati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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