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Contributo per l'Autorità Trasporti: Anita chiede esclusione per le imprese di autotrasporto

31 marzo 2014

Dopo Confetra anche Anita contesta la richiesta di contributo per il funzionamento dell’Autorità dei Trasporti, giudicandolo iniquo e insostenibile per le imprese.
I fatti sono notI: l’Autorità dei Trasporti, istituita dall’art. 37 del decreto Salva Italia, sarebbe dovuto essere finanziata anche tramite un contributo versato dai gestori delle infrastrutture e dei servizi, quantificato dalla stessa Autorità. E invece secondo un D.P.C.M. del 12 febbraio 2014 e una delibera proprio dell’Autorità del 23 gennaio 2014 viene chiesto uno 0,4 per mille del fatturato dell’ultimo bilancio alle imprese che fatturano oltre 80 milioni di euro. E il contributo è da versare entro il prossimo 30 aprile.
E siccome i tempi stringono il presidente Eleuterio Arcese ha spiegato le ragioni dell’illegittimità di tale contributo e il perché le imprese dell’autotrasporto e della logistica dovrebbero essere escluse dal pagamento in una lettera inviata al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e al sottosegretario Umberto Del Basso De Caro. Tra le motivazioni addotte il fatto che «il contributo richiesto non trova giustificazioni rispetto ai compiti che l’Autorità è chiamata ad esercitare, che non sembrano avere diretta attinenza con il settore», il quale invece viene già regolato da altri soggetti «sia per l’accesso alla professione e al mercato (Albo dell’Autotrasporto e R.E.N., presso il
Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti), sia per quanto riguarda il controllo e la sanzione dei comportamenti tenuti dalle imprese sul mercato (Autorità garante della Concorrenza e del mercato). Tutti organismi a cui le imprese «già devolvono una contribuzione annua».
Come a dire, «abbiamo già dato!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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