UFFICIO TRAFFICO

Autostrade del mare secondo Confcommercio: più veloci, più brevi, più economiche

2 aprile 2014

Alla vigilia della scadenza dell'ecobonus e di fronte all'evidente contrarietà di Bruxelles ad autorizzare nuovi incentivi, Confcommercio rilancia le «Autostrade del mare 2.0», inserendo il sostegno economico in un quadro di soluzioni logistiche e infrastrutturali capaci di «rendere il trasporto marittimo a corto raggio più competitivo rispetto al trasporto su strada in un segmento di mercato maggiore di quello attuale».
Le parole sono riprese, appunto, da «Autostrade del mare 2.0 - Risultati, criticità, proposte per il rilancio», il documento redatto da Isfort, presentato oggi a Roma da Confcommercio e Fedarlinea. Il presupposto è la perdita di competitività del sistema dei trasporti italiano, determinato da «mancanza di investimenti, conseguente deficit infrastrutturale e conseguente congestione». In pochi anni, insomma, l’Italia è scesa dal 2° al 4° posto nella classifica della dotazione autostradale mondiale, ha diminuito la velocità commerciale da 53 a 48 kmh, scendendo al 24° posto nel ranking mondiale del Logistic performance Index della Banca Mondiale.
Per risalire in questa classifica, dunque, bisogna partire dal decongestionamento del traffico su strada e quindi rilanciare le «autostrade del mare», ma collegandole a «una diminuzione dei tempi d'attesa e di velocizzazione di sbarco/imbarco, minimizzazione dei tempi di traversata, fruibilità degli accessi stradali, ferroviari e alle infrastrutture portuali, riduzione delle tariffe dei servizi di trasporto marittimo a corto raggio, standardizzazione delle caratteristiche e delle tipologie dei veicoli impiegati nel trasporto delle merci».
Ma per ottenere questi risultati è determinante un tavolo (sul modello della disciolta Consulta per l'autotrasporto e la logistica) che coinvolga tutti gli attori – ministeri, enti locali, imprese e organi di controllo – prima di arrivare a un piano operativo per la determinazione degli strumenti di incentivazione da affidare agli uffici del ministero dei Trasporti e a Rete autostrade del mare.
Poi ci si potrà presentare a Bruxelles con un progetto complessivo di riduzione del traffico su strada, che non penalizzerebbe neppure l’autotrasporto. Nel 2014, ha ricordato nelle sue conclusioni il vice presidente di Confcommercio, Paolo Uggè, sono state «sprecate 78 giornate lavorative, pari a 10 mila euro spesi inutilmente per ciascun veicolo soltanto in costi conducente». Ma anche l'Unione europea, ha concluso, dovrà risolvere le proprie contraddizioni, dal momento che «mentre conferma il sostegno al trasporto via mare», stabilisce che dal prossimo 18 giugno l'Italia dovrà «utilizzare sulle navi carburante con minori percentuali di zolfo, facendone lievitare i costi. Come pensare di dare un'accelerazione alle autostrade del mare con già alla base un onere di questo tipo?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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