LEGGI E POLITICA

Autorità dei Trasporti: per Fiap rischia di diventare un altro carrozzone

2 aprile 2014

Il contributo di funzionamento da destinare all’Autorità dei Trasporti non piace proprio a nessuno. Alle critiche sollevate già la scorsa settimana prima da Confetra e poi da Anita si aggiungono ora quelle di un’associazione che, dal punto di vista della dimensione delle imprese che associa potrebbe essere (almeno in teoria) meno coinvolta. Il contributo, infatti, è dovuto nella misura del 4 per mille del fatturato per imprese che, rispetto a questa voce, raggiungano il tetto degli 80 milioni di euro.
Anche se a dire il vero gli appunti del segretario nazionale Silvio Faggi si appuntano più altre sulla funzione stessa dell’Autorità. Innanzi tutto c’è il problema delle relazioni con tutte quelle istituzioni - i ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dell’Economia (in materia di accise sul gasolio), della Salute (in tema di trasporto di merci destinate all’alimentazione umana e animale), dell’Ambiente (per il Sistri), dell’Interno (per tutto ciò che concerne il sistema sanzionatorio legato al Codice della strada), della Difesa (competente sulle strade militari), della Giustizia (su tutti i provvedimenti legislativi che interessano il settore), delle Politiche Agricole (da cui dipende la Forestale, competente in materia di trasporto rifiuti), del Lavoro e delle Politiche Sociali (per tutte le materie attinenti ai rapporti di lavoro) ecc. – che hanno competenze legate al settore. A ben guardare mancano solo i boy scout, i guardia fuochi, e poco d’altro. Quindi – si domanda Faggi – «la nuova autorità riassumerà le competenze di tutti questi diversi attori o verrà ad aggiungersi agli stessi con l’inevitabile carico di burocrazia, regolamenti, contributi, sanzioni, che ogni nuova istituzione si porta appresso in questo incredibile Paese?».
Ma non si tratta dell’unica domanda. «Se l’autorità di regolazione dei trasporti dovesse funzionare – si chiede ancora il segretario Fiap e – che senso avrebbe, a quel punto, nominare anche un Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, alcuni sottosegretari con specifiche deleghe, dirigenti ministeriali e quant’altro?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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