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Qual è la residenza «normale» rispetto alla patente? Ecco la risposta del ministero

14 aprile 2014

Cos’è la residenza normale rispetto alla patente di guida? Per il ministero dei Trasporti, come si deduce dalla circolare n. 7791 del 3 aprile, corrisponde al luogo in cui la persona dimora abitualmente (almeno 185 giorni all’anno) per interessi personali e professionali o, nel caso di una persona che non abbia interessi professionali, per interessi personali che rivelino stretti legami tra la persona e il luogo in cui essa abita. Però, se una persona ha interessi professionali situati in un luogo diverso da quello degli interessi personali e quindi soggiorna alternativamente in luoghi diversi che si trovino in due o più Stati membri, allora la residenza normale è il luogo in cui si hanno gli interessi personali, a condizione che vi ritorni regolarmente. Condizione ovviamente non necessaria se la persona effettua un soggiorno in uno Stato membro eseguire una missione a tempo determinato.

Il ministero precisa che il principio della residenza normale si applica anche ai cittadini italiani e che la residenza normale è richiesta se il conducente non è in possesso di residenza anagrafica in Italia.

Infine, per fornire la prova della residenza normale i cittadini debbono allegare alla documentazione richiesta normalmente anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.  I cittadini extracomunitari, invece, possono provare la residenza normale esibendo il permesso di soggiorno, che gli uffici della motorizzazione acquisiscono in fotocopia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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