FINANZA E MERCATO

Commissione UE: «Il libero cabotaggio riduce i viaggi a vuoto»

16 aprile 2014

Si parla di pesi e dimensioni dei veicoli in Europa, oggetto della direttiva in approvazione al Parlamento. Ma il vicepresidente della Commissione europea e responsabile per i Trasporti, Siim Kallas, si fa scappare qualche dichiarazione che potrebbe far intendere la direzione in cui andrà la normativa comunitaria nei prossimi anni. L’osservazione di partenza del commissario è statistica e anche preoccupante: «Ogni giorno, circolano sulle strade europee quasi 250 000 di autocarri vuoti, vuoi perché di ritorno dopo una consegna, vuoi perché in procinto di prendere in consegna un carico». Peraltro se percentualmente il 20% degli autocarri nell’Unione europea viaggia a vuoto, a livello nazionale tale percentuale sale al 25%.
Ma se questa è la diagnosi, la cura di Kallas rischia di sollevare qualche scetticismo: «aprire i mercati nazionali dell’autotrasporto alla concorrenza consentirebbe di ridurre i viaggi a vuoto e di migliorare l’efficienza del settore».
Bisogna capire, ovviamente, cosa si intende per «aprire alla concorrenza». Ma Kallas sul punto è fin troppo esplicito e fa riferimento a uno studio condotto dalla Commissione proprio sul trasporto stradale da cui emerge che se il trasporto stradale in generale movimenta circa i tre quarti (72%) delle merci all'interno dell’UE, con un fatturato annuo di 300 miliardi di euro, pari al 2% circa del PIL dell’UE, il trasporto nazionale si ferma al 67%, anche perché l’accesso da parte di trasportatori stranieri ai mercati nazionali continua a essere molto limitato. Uno studio del Parlamento europeo, addirittura, quantifica il costo delle restrizioni residue in materia di cabotaggio in circa 50 milioni di euro all’anno. E' questa quindi la conclusione: se si eliminassero le restrizioni al cabotaggio sarebbe possibile ridurre i viaggi a vuoto, rendendo più facile per gli autotrasportatori combinare i carichi e utilizzare i viaggi di ritorno.
Queste conclusioni adesso saranno trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio per un’ulteriore discussione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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