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Il ministero ammette: «pagare le quote dell’Albo è un problema». Ma in fondo non è una novità

17 aprile 2014

Ci sono non pochi problemi con i versamenti delle quote dell’Albo degli autotrasportatori 2014. Problemi «sia per il pagamento delle quote associative da parte delle imprese di autotrasporto, sia per l’acquisizione dell’evidenza dei pagamenti effettuati». A dare questa comunicazione alle associazioni di categoria è il capo dipartimento per i Trasporti presso il ministero, Amedeo Fumero. La giustificazione addotta è che alla fine di marzo è scaduto il servizio di gestione informatica del CED del Comitato Centrale. Per far fronte a queste criticità sono stati attivati i tecnici dello stesso dipartimento, ma – come precisa Fumero – «non si possono escludere ulteriori possibili malfunzionamenti del sistema».
A stupire non è tanto il cattivo funzionamento del sistema, quanto il fatto che soltanto ora, dopo la scadenza del contratto con la società che gestiva il CED, lo si ammetta in maniera esplicita. Molti infatti ricorderanno che nell’ultima settimana del 2013 Unatras scrisse una lettera al presidente dell’Albo per denunciare l’esistenza di «difficoltà operative e disfunzioni varie nell’utilizzo del sistema operativo dedicato al pagamento della quota per l’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori» e quindi per chiedere di ripristinare anche soltanto temporaneamente, il sistema di pagamento con bollettino postale e di prorogare la scadenza del pagamento della quota per il 2014. Peraltro, nella missiva, si ricordava che i malfunzionamenti non erano nuovi ma che già l’anno precedente si erano registrati.
Dall’Albo non arrivò nessuna risposta ma i problemi si registrarono e numerosi, tanto che la questione il mese scorso è arrivata in Parlamento dove il deputato del PD, nonché membro della Commissione Trasporti, Paolo Coppola, ha presentato un’interrogazione per chiedere lumi proprio sul «malfunzionamento del sistema telematico di pagamento della quota di iscrizione annuale all’Albo degli autotrasportatori». All’interrogazione ha risposto il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro sostenendo che l’esperienza del 2013 dimostra che il sistema di pagamento delle quote on line risulta più efficiente, che sembra essere preferito – stando alle statistiche – a quello tramite bollettino postale e che la proroga non è stata concessa perché in definitiva l’ha chiesta una sola associazione di categoria. Peccato, verrebbe da aggiungere, che Unatras non è una semplice associazione, ma un raggruppamento unitario.
Il sottosegretario poi informava che per l’anno 2014 sono state pagate 57.823 quote, per un incasso totale di 5,633 milioni. Cifre che comunque fanno intendere che all’appello mancano ancora più della metà delle imprese iscritte, che con ogni probabilità si troveranno a fare i conti con i problemi riferiti da Fumero.
Infine Del Basso faceva anche presente che il contratto con la società che gestiva il CED, la Information Technology Solution, era stato siglato per il periodo da maggio a dicembre 2013 (al costo di 130.832 euro) e che era stato già prorogato per i tre mesi successivi (al costo di 50.566 euro) allo scopo «di non pregiudicare il servizio in attesa della ricostituzione del Comitato centrale». Eppure le cose sono andate diversamente. Sarebbe bello capire il perché…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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