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Accedere al credito bancario? Con il rating di legalità è più veloce e più conveniente

22 aprile 2014

Vuoi accedere un finanziamento pubblico? O molto più semplicemente hai bisogno di un credito bancario? Da oggi ci sono due strade distinte per ottenerlo: quello consueto e quello di chi ha ottenuto un rating di legalità. Di cosa si tratta? 

In sintesi è una radiografia del tasso di legalità di un’azienda effettuata dall’Autorità Garante della Concorrenza, una sorta di garanzia, resa pubblica, che essa sia o meno di specchiata onestà. La può chiedere qualunque azienda iscritta da almeno due anni al registro delle imprese e con un fatturato di almeno due milioni di euro. Se si soddisfano queste semplici condizioni, è sufficiente presentare domanda on line, tramite uno schema scaricabile dal sito dell’Antitrust.

A quel punto l’Autorità valuta quale rating attribuire, in base alle dichiarazioni fatte nella domanda, che saranno controllate sulla base dei dati disponibili presso la pubblica amministrazione. Il punteggio è molto schematico: come per i ristoranti, si possono avere da una a tre stellette

Ma prima di vedere come vengono attribuite le stelle, cerchiamo di capire il vantaggio che si può ottenere dall’avere un rating pulito. A specificarlo è proprio il decreto del ministero dell’Economia 20 febbraio 2014, n. 57, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2014 e quindi in vigore dallo scorso 8 aprile, in cui si precisano proprio i «favori» da concedere a un’azienda con un rating positivo in caso di finanziamento pubblico o di accensione di un credito bancario. Nel primo caso, infatti, la pubblica amministrazione deve:
a) garantire preferenza in graduatoria;
b) attribuire un punteggio aggiuntivo;
c) riservare una quota delle risorse finanziarie allocate.
Rispetto invece all’accesso al credito, la premialità riconosciuta dalle banche passa attraverso sia una riduzione dei tempi e dei costi dell’istruttoria per ottenere i finanziamenti sia migliori condizioni economiche di erogazione del credito.

Vediamo invece come si ottengono questi vantaggi e quindi come ci si potrà fregiare delle stelle del rating. Rimane senza stelle chi è stato condannato per reati tributari e contro la pubblica amministrazione, ha procedimenti per reati di mafia in corso, ha subito accertamenti di maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, non ha rispettato le norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (e qui sarebbe interessante se possono essere considerate tali anche quelle sui costi minimi di sicurezza) o quelle relativi agli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali. 

Per avere due stelle invece bisogna soddisfare almeno tre delle seguenti sei condizioni; se si va oltre si passa a tre stelle.
Le condizioni sono queste:
- rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, e a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
- utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
- adottare una struttura organizzativa che controlli la conformità delle attività aziendali alle disposizioni normative applicabili all’impresa;
- adottare processi che assicurano forme di Corporate Social Responsability;
- essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
- avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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