FINANZA E MERCATO

Crescita modesta e margini scarsi, eppure nel trasporto ricompare l’ottimismo

28 aprile 2014

Una ripresa c’è. Piccola, fragile, discontinua, ma comunque c’è. Dalla tradizionale Nota Congiunturale di Confetra che monitora il 2013 e coglie le aspettative per il 2014 emerge chiaramente, anche se in realtà non investe tutti i comparti allo stesso modo. Sui gradini più alti, a marciare davanti a tutti, ci sono il trasporto marittimo dei container (+4,3%), il trasporto stradale internazionale (+3,4%) e il trasporto aereo (+2,1%). E questo fa capire anche che, per invertire la rotta, sono stati fondamentali soprattutto i maggiori scambi con l’estero, quando ancora stenta la domanda interna. Anche se il +3,4% dei vettori stradali internazionali, a fronte di uno stallo degli spedizionieri terrestri (0%), dimostra che l’Unione europea, «dove le merci possono circolare liberamente, possa ormai assimilarsi al mercato domestico servito da grandi vettori logistici». Entrambi positivi, sia a livello nazionale (+1,5%) che internazionale (+4,0%), invece, il dato relativo ai corrieri, segno che questo comparto ha ancora margini di espansione. Al contrario, continua a viaggiare in territorio negativo il trasporto ferroviario (-5,2%), seppure in miglioramento rispetto al primo semestre (-7,4%), grazie soprattutto a un incremento del trasporto combinato.

A fornire qualche segnale preoccupante, invece, sono i dati che fotografano i diversi comparti in base al fatturato. Perché qui si vede chiaramente il processo di costante erosione dei margini. Prova ne sia che quel 3,4% di incremento registrato in termini di viaggi dal trasporto merci su strada a livello internazionale, in termini di fatturato la crescita si sgonfia a un più modesto 2,6%, mentre il trasporto nazionale con uno +0,8% di viaggi, vede crescere il fatturato di uno 0,5%.

Ugualmente preoccupanti poi sono gli altri indicatori finanziari. I tempi medi di pagamento, per esempio, salgono a 87 giorni (erano 85 nel primo semestre 2013), mentre le insolvenze rispetto al fatturato raggiungono il 2,4%. Ma il numero più roboante riguarda le sofferenze bancarie: i crediti di dubbia esigibilità delle imprese del settore trasporto e magazzinaggio sono cresciute del 14,7% in un anno, superando i 3,4 miliardi di euro. Se si considera il periodo che va dal primo trimestre 2009 al quarto trimestre 2013 l’aumento è pari al 258,2%.

Eppure, malgrado questi numeri, le imprese mostrano per la prima volta dopo molto tempo una ventata di ottimismo, tanto che rispetto alle previsioni per l’intero 2014, soltanto una minoranza degli operatori (15%) teme ancora una recessione, mentre la maggioranza vede rosa: il 44% prevede traffico in crescita e il 41% traffico stabile. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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