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Nuovo Master 2014: abbattuto il muro dei 7l/100 km

29 aprile 2014

Nel «muso» a cambiare è soprattutto la losanga, così ingrandita da strabordare nella calandra, costringendola ad adottare nuove forme. Ma la sostanza del rinnovamento del Renault Master, mostrato in anteprima al salone di Birmingham, è nelle inedite ed evolute motorizzazioni 2.3 Twin Turbo, più potenti e soprattutto più sobrie della generazione precedente

Dopo il Kangoo, rinnovato lo scorso anno, dopo il Trafic, rivoluzionato proprio nei giorni scorsi, all’appuntamento con l’innovazione risponde adesso Master, il più grande dei commerciali Renault. Non si tratta di un rinnovamento radicale, quanto una sorta di ammodernamento di natura soprattutto tecnologica, che serve a mettere il più longevo dei veicoli da lavoro Renault al passo coi tempi. Non a caso nella versione mostrata in anteprima al salone inglese di Birmingham, più che il disegno ridefinito della calandra, hanno suscitato interesse soprattutto i nuovi motori.

La parola più nuova che esce dal suo cofano è «Twin Turbo» ed è la tecnologia che sta alla base della nuova gamma di motorizzazioni 2.3 dCi, da 110 cv a 165 cv, in grado di mettere d’accordo maggiore potenza e minori consumi. Prova ne sia che la versione con taratura più potente rispetto alla precedente generazione di motori innalza la potenza di 15 cv e la coppia di 10 Nm, ma paradossalmente guadagna in consumi 1,5 litri/100 km. Che in termini assoluti significa un consumo medio (calcolato sulla versione L2H2) che abbatte il muro simbolico dei 7 litri/100 km. Esattamente 6,9 l/100 km, mentre le emissioni si fermano a180 g di CO2/km.
E non è finita, perché ci sono altre due piccole modalità per sforbiciare ulteriormente i consumi: la prima si chiama «ecomode», ed è un’opzione di guida che si innesta con un semplice tasto che, agendo sulla coppia motrice e sul funzionamento del climatizzatore, taglia i consumi di un altro 10%; la seconda riguarda l’adozione di un nuovo servosterzo in dotazione sulle versioni Twin Turbo, equipaggiato con un gruppo elettropompa, che facilita la manovrabilità del veicolo riducendo gli sforzi sullo sterzo a bassa velocità, ma soprattutto contiene di un altro 0,1 litri/100 km il consumo.
Ma le novità non si esauriscono con le motorizzazioni. Molto importante è pure il capitolo «sicurezza», tutto «scritto» di serie: è così per l’ESP di ultima generazione, per il controllo adattativo del carico, per l’assistenza alle partenze in salita e per l’Extended Grip, quella funzione cioè che consente di recuperare aderenza su fondo scivolosi.
Sotto lo stesso capitolo compare pure il sistema di controllo della pressione degli pneumatici (sulle versioni combi) che informa il conducente di gonfiaggio insufficiente o di foratura, e lo specchietto Wide View – integrato nell’aletta parasole lato passeggero – che facilita l’inquadramento di veicoli eventualmente presenti nell’angolo morto.
Tra le «cose mai viste» va pure aggiornata la folta e versatile gamma del Master, visto che tra le 350 versioni disponibili – derivate dalla possibilità di utilizzare 4 lunghezze, 3 altezze, la versione furgone, combi, pianale o telaio cabinato, a trazione anteriore e posteriore, con volumi da 8 a 22 m3 di volume utile – si aggiunge un’inedita L4H2 e H3 Furgone trazione posteriore ruote singole. Visto il ponte lungo, con cui è equipaggiato il mezzo, è stata sicuramente pensata per corrieri o in genere per chi deve percorrere molti chilometri per la consegna delle merci. Operazione facilitata, peraltro, dal ricorso a passaruota più larghi così da rendere più agevole il carico di europallet nel vano posteriore.
Ultima, ma non ultima l’estetica. Si è fatto cenno a un nuovo disegno della calandra. Non è propriamente corretto. Più che altro il Master 2014 ospita la losanga del marchio decisamente ingrandita; se prima, infatti, era contenuta nel cofano, adesso straborda nella calandra, costringendola a seguire nuove linee. In più, per farla risaltare maggiormente, la stessa losanga viene incastrata in una fascia nera che stacca la calandra dal resto del frontale, così da esaltarne maggiormente le forme.
Operazione estetica, ma forse anche d’orgoglio: la casa francese si pregia di essere la prima marca in Europa da ormai 16 anni, posizione confermata nel 2013 con un 14,5% di quota. E il Master, che si fermava a un 11,9%, adesso può fornire un contributo maggiore, più in linea con la media di penetrazione degli altri veicoli della casa. Ci riuscirà? Lo scopriremo dopo l’estate, quando arriverà nelle concessionarie europee, comprese quelle italiane, anche se gli ordini vengono raccolti a partire da giugno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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