LEGGI E POLITICA

Lavoro a termine e contribuzione: chiarimenti dell’Inps

5 maggio 2014

Il D.L. n. 34/2014 ha introdotto alcune novità importanti sul fronte del lavoro, che possono produrre risvolti anche sul fronte contributivo. Ecco l’Inps, con un messaggio del 17 aprile, ha fornito alcuni chiarimenti utili ad applicare i nuovi istituti.
Più precisamente l’Inps ricorda che il contratto a tempo determinato può avere durata fino a 36 mesi senza necessità di causale, senza cioè dover indicare le ragioni giustificatrici del contratto stesso, anche quando consiste in una somministrazione di lavoro a tempo determinato.
Rispetto alla contribuzione, l’Inps chiarisce che il contributo addizionale ASpI – pari all’1,40% della retribuzione imponibile, dovuto dai datori di lavoro con riferimento ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – è escluso in determinati casi, tra cui le ipotesi di assunzioni a termine in sostituzione di lavoratori assenti.
Perché possa scattare l’esenzione, però, è necessario che i datori di lavoro comunichino la tipologia assuntiva, indicando chiaramente che l’assunzione a tempo determinato è stata fatta per sostituzione.
Riguardo invece alla restituzione al datore di lavoro del contributo ASpI (1,40%) previsto dalla legge Fornero nei casi in cui si trasformi un contratto a tempo determinato in uno indeterminato in un lasso di tempo massimo di 6 mesi dalla cessazione del precedente rapporto a termine, l’Inps ricorda che tale restituzione può avvenire in misura integrale, senza cioè limiti temporali rispetto alle mensilità passate, così come previsto dalla Legge di Stabilità 2014. In più chiarisce che la restituzione si applica anche nelle casi in cui la successiva assunzione avvenga con contratto di apprendistato.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home