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Infrazioni commesse da veicoli stranieri: la Corte UE boccia la direttiva ma ne salva gli effetti

19 maggio 2014

C’è una notizia brutta e una buona che per fortuna cancella la brutta.

La brutta è che la Corte di Giustizia europea ha annullato la direttiva 2011/82/UE in materia di scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale. In pratica, questo atto consente agli Stati membri di acquisire i dati necessari per applicare un’infrazione commessa da un veicolo straniero dal paese di residenza dello straniero. Insomma, una collaborazione utile anche ad armonizzare i trattamenti degli autisti.

Ma esattamente questa espressione – «cooperazione di polizia» - posto a giustificazione della direttiva non è piaciuto alla Corte, che ha fatto notare che si sarebbe dovuto parlare più opportunamente di «sicurezza dei trasporti». In pratica un errore formale, che però porta ugualmente all'annullamento della direttiva.

Ma c’è per fortuna anche la notizia buona. Quella che vede per protagonista sempre la stessa Corte di Giustizia, la quale, considerate le conseguenze negative che si produrrebbe a seguito di un annullamento totale della direttiva, ha deciso di conservarne gli effetti, almeno per un anno a partire dalla data di pronuncia della sentenza (che è il 6 maggio 2014). In pratica un tempo ragionevole, nelle valutazioni della Corte, per approvare una nuova direttiva che abbia identico contenuto, ma un fondamento giuridico corretto.

In termini pratici, questo significa che l’atto con cui l’Italia ha recepito la direttiva in questione, vale a dire il decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 67, entrato in vigore il 22 marzo scorso, rimane perfettamente efficace.
Vale quindi la pena ricordare che lo scambio di informazioni tra organismi degli Stati membri (in Italia è la Motorizzazione) non avviene in generale ma soltanto relativamente a una serie di infrazioni legate alla sicurezza stradale, quali:
- eccesso di velocità;
- mancato uso delle cinture di sicurezza;
- mancato arresto davanti a un semaforo rosso;
- guida in stato di ebbrezza;
- guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti;
- circolazione su corsia vietata;
- uso indebito di cellulare durante la guida.

Rispetto a queste infrazioni le autorità di altri Stati europei potranno acquisire dalla Motorizzazione italiana notizie per la contestazione di infrazioni rilevate sul proprio territorio commesse da veicoli italiani. Al tempo stesso le autorità di controllo italiane potranno – tramite il punto di contatto nazionale di Stati membri – acquisire i dati con cui sarà possibile sanzionare veicoli in circolazione in Italia, ma immatricolati all’estero che non hanno rispettato il codice della strada.
Regno Unito, Irlanda e Danimarca non partecipano all'adozione della direttiva e quindi con essi non ci sarà scambio di informazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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