LEGGI E POLITICA

Ancora una tegola sul Sistri: secondo l’Authority l’appalto a Selex non č valido

26 maggio 2014

Non c’è pace per il Sistri. Dopo i rinvii, le maledizioni delle imprese, le inchieste, gli arresti e tutto il resto, adesso arriva pure l’Authority di vigilanza sui contratti pubblici a far tremare le stesse fondamenta del sistema di tracciabilità dei rifiuti. In una delibera dello scorso 8 maggio, infatti, l’organismo guidato da Sergio Santono sostiene che il contratto sottoscritto con la Selex – la società del gruppo Finmeccanica cui è stata affidata lo sviluppo e la gestione del sistema – non sarebbe valido, in quanto viziato da anomalie. Quella principale riguarda la decisione di assegnare il contratto in modo segreto, quando la normativa sugli appalti pubblici dell'epoca non consentiva una tale ipotesi. L'iter normale, cioè, sarebbe dovuto essere quello che passa attraverso la pubblicazione di un bando, costruito in base alle richieste dell’amministrazione statale, e la successiva gara con offerte al ribasso delle imprese partecipanti. Invece si preferì battere la strada della secretazione – secondo l’Authority – per poter affidare l’incarico direttamente a Selex che aveva già realizzato un progetto preliminare senza peraltro ricevere indicazioni circostanziate da parte del ministero dell'Ambiente.

Cosa accadrà a questo punto è difficile prevederlo, ma è certo che la delibera, oltre che alla Corte dei Conti e al ministero dell’Ambiente, è stata inviata al Nucleo di polizia tributaria di Napoli, che potrà utilizzarla – si presume – come presupposto di ulteriori indagini.

Ricordiamo che, stando ai calcoli della stessa Authority, il Sistri è costato 146,7 milioni esclusivamente per ciò che riguarda le attrezzature da installare sui veicoli, vale a dire chiavette usb e scatole nere. Ma questi costi per il momento sarebbero stati coperti dallo Stato soltanto per 29 milioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home