UFFICIO TRAFFICO

Tachigrafi truccati per turni di guida disumani: accusa di estorsione per due titolari di azienda abruzzese

6 giugno 2014

Turni di lavoro impossibili, cronotachigrafi truccati tramite utilizzo di magneti, addirittura pressioni per indurre gli autisti della società a votare alle elezioni candidati “amici”. È quanto ha appurato dopo due anni di indagini  la Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di L’Aquila pedinando i 20 veicoli di proprietà di una società di autotrasporto di Pratola Peligna. In tutto a essere incriminate sono 15 persone, tra le quali compaiono in prima fila i due rappresentanti legali della società. Anzi, proprio per loro si profilano le accuse più pesanti, vale a dire l’estorsione che deriva dall’aver costretto gli autisti a guidare per tempi disumani dopo aver compromesso il funzionamento dei cronotachigrafi, ma anche la truffa ai danni dello Stato per aver falsato documenti così da evitare sanzioni amministrative previste dal codice della strada. Alcuni dipendenti invece sono accusati di favoreggiamento per aver aiutato i titolari nel loro piano criminoso.
I sospetti della Polizia erano stati sollevati dai file scaricati dai cronotachigrafi, dai quali risultavano fermi veicoli che in realtà erano stati visti in movimento. Le modalità per inibire lo strumento di registrazione erano quelle consuete: l’utilizzo di magneti con cui impedire la registrazione dei tempi di guida e di riposo
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