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Il presidente di Federchimica Puccioni: «Sistri da correggere». E Lupi pensa a un passo indietro

23 giugno 2014

«L’industria chimica è pronta a ripartire e a trainare la ripresa, come modello di sviluppo e fornitore di soluzioni irrinunciabili per l’innovazione tecnologica». Così Cesare Puccioni, rieletto oggi Presidente degli industriali chimici fino al 2017 nel corso dell’Assemblea annuale di Federchimica.
Secondo Puccioni l’industria chimica «possiede un incredibile patrimonio di imprenditorialità, tecnologia, risorse umane, creatività, e ha resistito tenacemente alla crisi».
I dati lo confermano: l ’incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari è la più bassa nel panorama industriale italiano, pari al 5,5%, a fronte del 17% della media industriale; una crescita dell'export, dal 2008, a velocità doppia rispetto alla media manifatturiera (+14% rispetto al +7%), diventando con quasi 28 miliardi di euro il secondo settore esportatore italiano.
Ma ci sono ugualmente alcune cose da fare e in modo urgente. E tra queste Puccioni ha chiamato in causa il sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi. «Il SISTRI - secondo il confermato presidente di Federchimica - è un sistema sconosciuto in tutti gli altri Paesi europei. In 5 anni 24 provvedimenti legislativi con innumerevoli modifiche, 7 rinvii e il sistema non è ancora pienamente funzionante. Va semplificato e corretto per essere reso applicabile, senza oneri aggiuntivi per le imprese».
A questo invito ha risposto il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, intervenuto all'assemblea. «Bisogna avere il coraggio di compiere un passo indietro - ha detto esplicitamente - e raggiungere l'obiettivo in altro modo». Bisogna tradurlo come il preludio a una cancellazione del sistema? TUtto lascerebbe presumere di sì.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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