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Le associazioni dell'autotrasporto litigano sulla vicepresidenza del nuovo Albo: il 10 luglio la decisione

23 giugno 2014

Che fine ha fatto la tanto tormentata riforma dell'Albo degli autotrasportatori e l'insediamento del nuovo Comitato Centrale, che stando al calendario ufficiale doveva terminare a fine marzo? Di fatto sarebbe conclusa con l'individuazione delle associazioni di categoria che ne fanno parte e con la nomina a presidente (ad interim) del Capo Dipartimento per i Trasporti presso il ministero, Amedeo Fumero. Manca però un tassello: una delle due vicepresidenze, anzi per al precisione quella la cui nomina compete proprio alle associazioni. Quelle stesse associazioni che, nei mesi scorsi, hanno più volte lamentato un ritmo troppo blando nell'operazione riformatrice. Cos'è successo?
Come al solito, manca l'accordo. O meglio, stando a una prassi consolidata, di un accordo non ci sarebbe nemmeno bisogno, perché la carica almeno negli anni scorsi è stata assegnata a rotazione a CNA-Fita, a Fai e a Conftrasporto Trasporti. Adesso sarebbe la volta di Anita o di Fiap, ma le altre sigle sono tutt'altro che d'accordo. E lo hanno dimostrato molto chiaramente lo scorso 18 giugno, quando, alla chetichella, si è formalmente insediato il Comitato centrale del nuovo Albo. E il primo ordine del giorno prevedeva proprio la nomina dei  vicepresidenti. Ma vista la distanza tra le associazioni si è pensato di rimandare tutto di ben tre settimane, al 10 luglio, elaborando nel frattempo una lista di candidature, in cui i segretari di Anita e di Fiap - Giuseppina Della Pepa e Silvio Faggi - sono in prima linea, ma non sono le uniche.
Alla prossima riunione si procederà a votare i diversi canditati e chi otterrà la maggioranza delle preferenze sarà eletto.

Dove non arriva la volontà delle persone, possono arrivare le fredde procedure. Ma sarà davvero così?

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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