UFFICIO TRAFFICO

L’autotrasporto siciliano al governo: «soluzioni rapide o fermo (dal 28 luglio)»

10 luglio 2014

La Sicilia dell’autotrasporto si fermerà per cinque giorni a partire dalla mezzanotte del 28 luglio. La protesta, indetta da Aitras, Assiotrat, Assotrasport e Trasportounito, si svolgerà in particolare nei porti di Palermo, Termini Imerese, Catania e Messina. All’origine del fermo ci sono diverse ragioni: il mancato pagamento, soltanto ad alcune imprese, dell’ecobonus 2010 senza un valido motivo, malgrado la promessa del governo (non a caso definito «inaffidabile») di liquidare tutte le partite entro l’inizio dell’estate; la mancata operatività, a due mesi dalla sua istituzione, del tavolo tecnico Stato-regione (promesso invece dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro) giudicato utile per «affrontare e risolvere i problemi legati alla filiera agro-alimentare, penalizzata dalle ore di guida, la continuità dell’ecobonus, il costo esorbitante del traghetto sullo Stretto di Messina, la differenza ingiustificata del gasolio in Sicilia rispetto al nord Italia».

Insieme alla nota sulla proclamazione di fermo, Aitras ha comunque diffuso la lettera indirizzata al ministro Lupi e al sottosegretario De Caro per chiedere loro un incontro urgente e in cui si dice espressamente che «la nostra corsia preferenziale continua ad essere il dialogo», ma si aggiunge pure che «in mancanza di riscontro alla presente ci vedremo costretti ad attuare il fermo dei servizi di trasporto in Sicilia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home