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Sistri: termina, ma con una proroga di un anno e mezzo, la gestione Selex

28 luglio 2014

Sul decreto Competitività in scadenza il 24 agosto, il governo ha posto la fiducia, ottenendo così il via libera del Senato. Il giorno precedente in Commissioni Industria e Ambiente erano stati approvati alcuni emendamenti che riguardavano il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. In particolare è stato prevista la fine dell’affido del sistema a Selex (società del gruppo Finmeccanica) alla data del 31 dicembre 2015. In realtà, la norma prevede che, in vista della scadenza del contratto con Selex alla data del 30 novembre, si avvii entro il 30 giugno 2015, una gara europea. Anche se, in vista di questa gara, si conserva la gestione del sistema nelle mani di chi, fino a oggi, ne ha curato lo sviluppo e l’amministrazione.

La volontà del governo di voltare pagina rispetto alla passata gestione era stata già espressa nei giorni precedenti e non a caso molte associazioni dell’autotrasporto avevano preso la palla al balzo per esortare a prendere una decisione netta e definitiva. «Il Sistri – aveva detto il Presidente di Anita, Thomas Baumgartner – è un sistema che utilizza dispositivi obsoleti e costosi, che non garantiscono la totale tracciabilità dei veicoli e presenta disfunzioni per le quali non sono bastati né gli interventi finora implementati né la riduzione della platea degli obbligati». Ecco perché Baumgartner invitava a «guardare all’Europa e a creare un sistema moderno, capace di interoperare  con i sistemi satellitari già installati sui veicoli e di monitorare il ciclo dei rifiuti senza far perdere competitività alle imprese del nostro Paese». «Dobbiamo fare in modo che tutti operino con le stesse regole – concludeva Baumgartner – e pertanto chiunque produca, gestisca o trasporti rifiuti pericolosi deve garantirne la tracciabilità indipendentemente dalla dimensione aziendale e dalla nazionalità”.


Ancora più caustico il presidente di Fai Conftrasporto Paolo Uggè, che proprio commentando l’approvazione dell’emenadamento che interrompe, seppure prorogandoli per un anno e mezzo i rapporti con Selex, aveva ironizzato commentando «Se non son matti non li vogliamo». «Cosa succederà ora per il versamento del contributo? Oggi per chi non paga (è obbligatoria solo l’iscrizione) – ha aggiunto Uggè – non succede nulla ma dopo il 31dicembre? Ci sarà ancora una proroga? Il rischio che si scarichino sugli operatori le conseguenze di incapacità evidenti di chi ha messo in piedi un sistema inadeguato è molto concreto. Sono forse questi i legislatori che dovrebbero portare fuori il Paese dalle difficoltà nelle quali si trova? Ma il rappresentante del Governo era presente e ha compreso quello che si stava realizzando? Che modo di affrontare le questioni è questo?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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