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Tutta la sostanza del nuovo Vito

29 luglio 2014

Risparmia sull’estetica il rinnovato furgone medio di Mercedes-Benz, per puntare tutto sulla sostanza. Quella che deriva da un miglioramento del Cx, dall’adozione di una versione a trazione anteriore, da un’ottimizzazione di ciò che serve a tagliare i consumi. E la sicurezza è profusa a piene mani

Il nuovo Vito arriverà nelle concessionarie il 1° settembre. Andate pure a vederlo, ma tenete presente una cosa: rispetto alla Classe V, con cui condivide la piattaforma produttiva, è tutt’altro veicolo. Anzi, per molti versi sembra proprio che Mercedes in quest’opera di riprogettazione del veicolo si sia concentrato soprattutto nell’inventare una vettura tutta nuova, da destinare a un segmento in parte lasciato scoperto. E per alzare una netta linea di demarcazione rispetto al veicolo commerciale, ha giustamente investito nel comfort e nell’estetica.
Per forza di cose, quindi, la filosofia con cui si rinnova il Vito è tutt'altra: per carità, le novità ci sono e si vedono, ma puntano dritto alla sostanza tangibile. Lo si capisce subito già osservando il veicolo dall’esterno: le linee rimangono in buona parte inalterate, anche se con una presa d’aria ulteriore nel paraurti, con tagli più netti e con fari più affilati raggiunge l’obiettivo di contenere il Cx aerodinamico in appena 0,32, a tutto beneficio dei consumi di carburante. Con il metro in mano, poi, ci si accorge pure che il Vito ha messo su qualche centimetro in lunghezza (14 per la precisione) e un paio in larghezza. Ma si tratta più che altro del tributo pagato sull’altare della protezione dei pedoni.

La prima volta della trazione anteriore
Ma l’autentica novità di questo Vito 2014 riguarda la trazione. Accanto a quella posteriore e integrale, infatti, ne spunta oggi una anteriore. Forte del suo minor peso (circa 120 kg) e del suo maggiore carico utile, favorirà la conquista di quei trasportatori che viaggiano spesso con carichi parziali. Vantaggi portati alle estreme conseguenza con l’accoppiamento di questa nuova versione con una motorizzazione leggera in tutti i sensi. Pesa poco sulla bilancia (appena a 190 kg), anche perché è un 4 cilindri da 1.6 litri di cilindrata, tarato su potenze da 88 e 114 cv, che offre sufficiente ripresa grazie a un turbocompressore a geometria variabile, a un’iniezione common rail che lavora già a 1.600 bar e a un rapporto alesaggio x corsa (80 x 79,5 mm) praticamente quadro. Ma pesa poco pure sui costi di manutenzione, visto un intervallo di assistenza salito fino a 40.000 km. E pesa poco pure sul prezzo, ridotto di più di un migliaio di euro rispetto alle altre versioni. E anche questo vuol dire sostanza…


La migliorata trazione posteriore
Ma qualche novità è riservata anche alle versioni a trazione posteriore, accoppiate a un altro quattro cilindri ma da 2,15 litri, dotato di un turbocompressore a due stadi, in grado di rendere disponibile la coppia anche a regimi particolarmente bassi. Si tratta di un motore più potente – offerto in tarature da 136, 163 e 190 cv – che si presta a soddisfare chi ha maggiori esigenze di trazione, copre tratte più lunghe o magari è alla ricerca di un’immagine ecologica, garantita da un’esclusiva versione euro 6, ottenuta con tecnologia SCR e adblue. Peraltro, a maggior ragione se abbinata con l'inedito cambio automatico con convertitore 7G-Tronic Plus (alternativo al 6 marce manuale, che è invece una scelta obbligata nelle versioni a trazione anteriore), garantisce consumi eccezionalmente ridotti. Che lo diventano ancora di più se si opta per il pacchetto BlueEfficiency.
Anche se non tutto il merito del taglio dei consumi è da riconoscere al motore. Oltre al ricordato miglioramento aerodinamico, bisogna offrire un tributo anche all’ottimizzazione dei gruppi ausiliari, funzionanti soltanto se necessario. Il servosterzo, per esempio, consuma energia esclusivamente quando è attivato il volante e in funzione delle velocità. Di conseguenza, a velocità elevate tende praticamente ad azzerare l’assorbimento. E anche questo vuol dire sostanza…


Lo spazio per persone e merci
Passiamo all’interno, dove si concentrano diverse novità. Molto bello il volante a tre razze, soprattutto se impreziosito dai tasti multifunzione. Molte pratici i comandi, in particolare, anche per la fattura estetica, quelli sulle porte (utili per regolare specchi retrovisori, alzacristalli e chiusura centralizzata). Molto funzionali i «tagli» sulla plancia in corrispondenza di tre vani, che servono sia per riporre oggetti di vario tipo sia per alleggerire le linee di una plancia che adotta la stessa zigrinatura presente sullo Sprinter. Molto comodi i sedili, accresciuti nella seduta e nello schienale contenitivo e anche nella corsa di regolazione, così da fare la gioia dei conducenti più alti. Forse qualche perplessità la suscita lo spazio al centro dei sedili, soltanto «disegnato» nella lamiera, che avrebbe meritato qualche attenzione in più.
Quell’attenzione riservata, per esempio, alla riduzione di tutto ciò che è fruscio, ridotto all’interno dell’abitacolo di ben 2 dB. E considerato che in fondo parliamo di una sorta di ufficio in cui si trascorrono otto e più ore al giorno, è cosa gradita.

Nel vano di carico, invece, rimane tutto uguale, a partire ovviamente dalle dimensioni, anche se compare un passaggio nella paratia nella parte dietro ai sedili, utile per sistemare oggetti lunghi. E anche questo vuol dire sostanza…


Sicurezza a go-go
Il capitolo di novità più lungo del Vito 2014 riguarda però la dotazione di sicurezza. Oltre all’Adaptive Esp, che di serie comprende un nutrito elenco di funzioni, sono moltissimi i sistemi che il nuovo Vito prende in prestito dallo Sprinter. È il caso del sistema di assistenza in presenza di vento laterale, di quello che avvisa con un segnale sullo specchio retrovisore della presenza di veicoli nell'angolo cieco, di quello che si accorge, sulla base di una serie di 70 parametri, del calo di concentrazione del conducente per ridestarlo con un segnale acustico e uno visivo, di quello che individua quando si viaggia fino a 30 km/h un spazio utile per parcheggiare ed effettua autonomamente le manovre, lasciando al conducente l’azione dell’acceleratore e del freno (tranne che nelle versioni con cambio automatico sulle quali governa pure il freno), quello che controlla la distanza dal veicolo che precede e intensifica l’azione frenante in caso di necessità. E poi, in prima assoluta c’è anche un sistema di gestione intelligente delle luci a Led, in grado di passare dagli abbaglianti agli anabbaglianti quando opportuno (per esempio, quando sopraggiungono veicoli in direzione opposta), di assecondare con il fascio luminoso le svolte, di allungare fino a 120 metri la profondità dello stesso fascio quando si viaggia in autostrada a velocità sostenute.
Tutti sistemi di serie o in optional, che comunque vengono accorpati in convenienti pacchetti. Perché anche questo vuol dire sostanza…


Una gamma completa
Veniamo al perimetro del veicolo. La gamma, come prima, vede accanto al Furgone anche la versione persone (chiamata Tourer e basata su tre livelli di allestimento) e quella Mixto.
Per quanto riguarda le lunghezze, il nuovo Vito le coniuga in tre dimensioni (4.895, 5.140 e 5.370 mm) seppure conservando i due passi della precedente versione, mentre la larghezza si ferma a 1.928 mm e l'altezza massima, a seconda del modello, raggiunge i 1.910 mm.
Per quanto riguarda la massa totale a terra, si parte dai 2,5 ton per arrivare fino ai 3,2 ton, anche se la parte del leone la faranno di certo le versioni da 2,8 e 3,05 ton. Quest’ultima, nella versione con trazione anteriore, sopporta un carico utile di ben 1.285 kg. E questo vuol dire veramente sostanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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