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FAI sulla sentenza UE: «Rimane salvo il diritto di rivalsa sui costi minimi dal luglio 2012 in poi»

5 settembre 2014

Cosa dice la sentenza della Corte di Giustizia Europea sui costi minimi? I principali commenti vanno tutti nel segno della bocciatura. Una lettura che però viene contestata da Fai-Conftrasporto che diffonde un commento dell’avvocato Ivan Di Costa secondo cui l’impatto della normativa rispetto all’ordinamento nazionale andrebbe circoscritto essenzialmente al dispositivo. E nel dispositivo si fa riferimento a un organismo, quale l’Osservatorio, che di fatto è stato già cancellato. In pratica la censura della Corte «fotografa una norma esaminata nel suo contenuto previgente alla decisiva modifica del luglio 2012» che di fatto rende inattuali e superati i rilievi della Corte.
Ciò significa che – secondo l’avvocato – «gli effetti immediati della sentenza andranno circoscritti entro questo perimetro, con la conseguenza che resta salvo il diritto degli autotrasportatori ad ottenere il differenziale sul costo minimo in riferimento alle tabelle pubblicate dal Ministero dal luglio 2012 in avanti, sulla cui legittimità nessuna contestazione può essere, pertanto, formulata».
Certo, la sentenza della Corte contiene pure degli aspetti di merito sulla norma dedicata ai costi minimi, ma sempre secondo l’avvocato si tratta di «considerazioni comunque prive di efficacia diretta sull'ordinamento nazionale». Anzi, aggiunge che di fatto viene «confermata la correttezza e la bontà del principio secondo cui la sicurezza stradale è un obiettivo d’indubbia preminenza nella gerarchia dei valori comunitari, il quale può da solo giustificare una compressione della libertà contrattuale delle parti».
In conclusione l’avvocato sostiene che «tocca al legislatore italiano trovare le più appropriate soluzioni tecnico-giuridiche per conformare la norma alle indicazioni (ripetiamo non cogenti) provenienti dal giudice europeo, senza tuttavia intaccare l'impostazione e le finalità originarie assegnate all’art. 83 bis, sulle quali non vi può non essere unanimità di consensi alla luce del pronunciamento odierno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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